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Scuola, meno vacanze d’estate. Parte la petizione

“Scuole elementari aperte almeno sino al 30 giugno”. E’ quanto chiede una mamma romagnola che su Change.org ha lanciato una petizione indirizzata al ministro Stefania Giannini e all’ufficio scolastico dell’Emilia-Romagna in cui chiede che anche il nostro Paese si allinei all’Europa e non chiuda le proprie scuole per oltre tre mesi lasciando ai genitori l’arduo – e costoso – compito di trovare una sistemazione per i propri figli.

“Non dico per altri ordini di scuola, dove gli insegnanti sono impegnati negli esami, ma per la primaria perché no?” sostiene Alberta Alessi che, mamma di tre bambini di cui l’ultimo alla scuola elementare, ogni anno ha a che fare con questo genere di problemi.

Cosa sucede in Europa?

Nel confronto con l’Europa usciamo perdenti. In Italia le settimane di chiusura estiva sono 12, dal 7 giugno al 12 settembre, più o meno). La Francia chiude 9 settimane, tra il 4 luglio e il 5 settembre; la Germania 6 settimane tra il 7 luglio al 13 settembre; il Regno Unito (Inghilterra e Galles) 6 settimane, tra il 20 luglio al 31 agosto.

L’alternativa? I centri estivi

L’alternativa per alcuni genitori sono i nonni ma per la maggior parte di essi la soluzione sono costosi centri estivi: il loro prezzo può variare da 155 a 250 euro a settimana (stime Adoc 2015). Le offerte non mancano e ogni città propone un vasto assortimento di iniziative organizzate da associazioni, palestre e oratori. C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Per scegliere il centro estivo più adattato qualche consiglio può essere utile:

Struttura. Ovviamente è buona regola visitare sempre il luogo dove si intende portare il proprio figlio. In linea generale è meglio optare per una struttura con ampi spazi all’aperto dove i piccoli possano giocare liberamente e anche zone d’ombra che offrano un riparo dal caldo.

Attività. D’estate è bene avere ritmi più lenti soprattutto perché i bambini hanno appena concluso un impegnativo ano scolastico. Per cui è importante che nel piano delle attività settimanali ci siano momenti “vuoti” che agli adulti possono sembrare di noia ma in realtà sono solo di decantazione.

Operatori. L’età, la preparazione e il rapporto con il numero dei bambini sono forse le cose più importanti da valutare. È fondamentale, inoltre, che ci sia sempre un responsabile del centro a cui fare riferimento per qualsiasi problema o dubbio.

Gruppo di amici. Il dilemma per molti genitori è se privilegiare centri in cui vanno tutti gli amici e compagni di classe o invece consentire al bambino di allargare gli orizzonti e il cerchio delle sue conoscenze. In questo caso la “virtù è nel mezzo”: qualche amichetto sarà di compagnia ma sarà bello misurarsi anche con nuove conoscenze.

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Valentina Corvino

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