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Treni veloci, più diritti dal 2017 ma scoppia il caso abbonati

Slitta dal prossimo 1° settembre al 1° gennaio 2017 l’entrata in vigore dei diritti minimi per gli abbonati dei treni ad alta velocità voluto dall ‘Autorità per i trasporti, che ieri ha approvato in via definitiva il provvedimento. Quello che non cambia è la sostanza delle novità che mirano ad adeguare la normativa alla realtà del pendolarismo italiano. Con la riduzione di investimenti progressiva sulle linee regionali e interregionali negli ultimi decenni, le aziende di trasporto su ferro, Trenitalia e Italo recentemente, hanno spinto anche i pendolari a utilizzare sempre più spesso i treni ad alta velocità per recarsi al lavoro. Tratte come Firenze-Bologna o Torino-Milano richiedono tempi di trasporto ormai inferiori all’ora. Mancava finora un adeguamento dei diritti per chi sottoscrive un abbonamento con per utilizzare le Frecce Trenitalia o i treni di Italo. Ecco le novità che entreranno in vigore dal 2017.

DIRITTO ALL’INDENNIZZO PER DISSERVIZI

Il viaggiatore ha diritto ad essere risarcito se non si può usufruire dell’abbonamento acquistato.  Il provvedimento chiarisce: “I passeggeri titolari di abbonamenti e in possesso di prenotazioni registrate sui sistemi di vendita del gestore del servizio qualora abbiano subito ritardi o soppressioni di servizio ripetuti durante il periodo di validità dell’abbonamento, hanno diritto a un indennizzo adeguato, determinato secondo criteri di calcolo dei ritardi e dell’indennizzo specifici, e differenziati rispetto a quelli previsti dai gestori dei servizi con riferimento ai titoli di viaggio singoli”.

INFORMAZIONE TRASPARENTE

Sul provvedimento dell’Authority sono specificate le informazioni minime da fornire ai passeggeri, in maniera gratuita, sin dal primo contatto con l’impresa e per tutta la durata dell’offerta commerciale, in relazione alle caratteristiche e alle modalità di fruizione degli abbonamenti. Nel caso delle offerte promozionali, come riporta La Stampa, andranno indicati tassativamente: il numero di posti oggetto dell’offerta; la modalità di attivazione e di utilizzo del titolo di viaggio, eventuali condizioni e restrizioni all’uso, prezzi e modalità di pagamento; modi, tempi e costi con i quali è possibile prenotare i posti e successive modifiche; restrizioni tecniche o commerciali; modalità di esercizio del diritto di rimborso e indennizzo in caso di ritardi, soppressioni e altre disfunzioni per cause imputabili ai gestori.

ALMENO 15 GIORNI PER VALUTARE SE ABBONARSI

Un viaggiatore deve avere la possibilità di confrontare con calma le varie opzioni, per cui le compagnie devono consentire l’acquisto degli abbonamenti e la prenotazione dei posti almeno 15 giorni prima dell’inizio del periodo di validità dell’abbonamento. Lo stesso passeggero, su richiesta del gestore, sarà tenuto a indicare, all’atto di stipulare l’abbonamento, quali sono le corse giornaliere che intende utilizzare, in modo da facilitare la prenotazione. L’offerta commerciale di abbonamenti deve garantire all’abbonato un’organizzazione della stessa offerta che sua adeguata alle sue esigenze  di trasporto.

POLEMICA SULLA PRENOTAZIONE REGOLATA

“Se il gestore del servizio consente all’abbonato di effettuare la prenotazione del posto successivamente all’acquisto dell’abbonamento – specifica il regolamento – l’abbonato ha diritto a veder soddisfatto nella giornata il proprio programma di viaggio per la tratta relativa all’abbonamento”. Quando non è possibile, invece, l’abbonato ha diritto al rimborso dell’ulteriore biglietto di viaggio acquistato per viaggiare su un altro treno.
Su questo punto Federconsumatori aveva già presentato le proprie rimostranze alcune settimane fa, e ora sta valutando la possibilità di un ricorso, come spiega Bruno Albertinelli, vicepresidente dell’associazione: “Molti abbonati usano il treno per andare a lavoro. Se non posso prendere la corsa che avevo preventivato ho bisogno di quella successiva, non ha senso che mi garantisca una qualsiasi corsa durante la giornata e per di più senza un posto assegnato. Significa che potrei salire su un treno e fare tutta la corsa in piedi. Oltretutto non è chiaro quante persone possano viaggiare in piedi su un treno che va a 300 km orari”.

 

 

 

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carla tropia

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