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Federconsumatori: insufficienti le tutele per gli abbonati Alta Velocità

Una bocciatura circostanziata. Sui diritti minimi degli abbonati Alta Velocità la Federconsumatori critica senza mezzi termini l’insufficienza dello schema in consultazione dell’Autorità Trasporti.
“Lo schema proposto –  spiega l’associazione dei consumatori – si presenta infatti molto diverso da quello posto in prima consultazione dalla Autorità”.  E i cambiamenti non piacciono agli utenti.

Nessun diritto agli abbonati

Spiega Federconsumatori: “Il primo schema offerto in consultazione prevedeva l’obbligo di garantire all’abbonato almeno la pre-assegnazione del posto sul treno da lui indicato al momento della sottoscrizione dell’abbonamento e poi l’obbligo di garantire il cambio di prenotazione nel corso della giornata in relazione ai biglietti rimasti in pratica invenduti a pochi minuti dall’inizio del viaggio. Quello in consultazione ora, invece, prevede obblighi di carattere solo informativo all’utente con il solo limite, a carico delle imprese ferroviarie, di garantire all’abbonato, in ogni caso e indipendentemente dalle caratteristiche dell’offerta, l’andata e il ritorno in giornata”.
L’impresa ferroviaria, dunque può scegliere di non richiedere al passeggero di indicare al momento dell’acquisto dell’abbonamento i treni giornalieri di suo interesse e quindi non effettuare alcuna prenotazione; in tale caso l’utente ha poi diritto all’effettuazione “in giornata” del viaggio e, ove ciò non accada, l’sarà rimborsato delle sole spese per l’ulteriore titolo di viaggio acquistato dallo stesso per effettuare il trasporto.

Un biglietto aleatorio

Gli effetti di questa scelta, secondo l’associazione, sono evidenti: “Se l’azienda decidesse di non vincolarsi alla prenotazione di alcun posto al momento dell’acquisto dell’abbonamento, l’utente acquisterebbe un titolo di viaggio aleatorio, o meglio che gli dà la possibilità del solo viaggio andata e ritorno ‘in giornata’, ma a qualunque orario (e quindi anche in orari del tutto scomodi, magari di primo mattino o a tarda sera, con potenziali attese per ore in stazione) garantito poi, in caso di impossibilità, da una responsabilità limitata dell’azienda al solo costo dell’altro titolo di trasporto acquistato”.
E in caso di impossibilità a tornare in giornata l’azienda non sarebbe tenuta al rimborso delle spese di alloggio e/o di tutti i danni conseguenti ma solo a rimborsare le spese sostenute dall’utente per procurarsi un altro titolo di viaggio.
L’associazione auspica che vengano almeno inserite due misure:
1) garanzia all’abbonato di un posto sul treno prescelto e/o indicato nella fase di preassegnazione o prenotazione;
2) accesso degli abbonati sui posti liberi, non venduti dall’impresa ferroviaria, corrispondenti alla propria classe di abbonamento e/o a classi superiori

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Anna Gabriela Pulce

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