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Toccherà al Senato dare l’Ok allo stabilimento d’origine in etichetta

Manca solo l’approvazione al Senato per far sì che la pezza del Parlmaneto sull’indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta, dopo lo strappo dell’Europa, sia completa.
La Camera dei deputati ha approvato la legge di delegazione europea 2015, che contiene tra le altre misure la reintroduzione di questa informazione sulla confezione, ma solo per i prodotti alimentari italiani. L’obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta era stato azzerato nel dicembre 2013 con l’entrata in vigore del regolamento Ue 1169/2011, pensato per armonizzare le leggi nazionali europee sull’etichettatura dei prodotti alimentari.
La novità aveva scatenato polemiche tra i consumatori (diverse petizioni lanciate per la reintroduzione dell’obbligo) e non solo: anche alcune catene di grande distribuzione come la Coop, Carrefour, Lidl e Esselunga si erano impegnate a mantenere in etichetta lo stabilimento d’origine in etichetta sui loro prodotti a marchio. Fortunatamente, il regolamento 1169 infatti prevedeva la possibilità per gli stati membri di aggiungere ulteriori obbligazioni con lo scopo di tutelare la salute pubblica, la trasparenza per i consumatori e evitare le frodi.
Adesso il testo della legge di delegazione europea approvato ieri con 314 voti favorevoli, 80 contrari e 99 astenuti, dovrà passare per il Senato e acquisire poi il via libera dell’Ue. Non cambierà nulla invece per i prodotti venduti in Italia ma provenienti dall’estero.

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