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Nestlé: “Via Ogm, coloranti e fruttosio dai nostri gelati”. Ma solo negli Usa

Via gli ingredienti Ogm, i coloranti, gli aromi artificiali e lo sciroppo di fruttosio da oltre 100 tipi di gelato. L’annuncio è di quelli che fa parlare perché viene dalla Nestlè, la più grande multinazionale agroalimentare del mondo, che per decenni è stata il nemico pubblico numero uno di campagne di boicottaggio internazionali contro la politica ambientale, lavorativa e di selezione degli ingredienti del colosso.

Altro impegno: latte “senza ormoni” e meno zucchero

L’azienda americana ha promesso di eliminare questi ingredienti non salutari dai gelati di sua produzione, tra i quali le marche Häagen -Dazs , Skinny Cow, Drumstick, e Edy’s. Nestlè ha allo stesso tempo promesso di utilizzare latte fresco proveniente da mucche non trattate con ormoni della crescita , e di ridurre lo zucchero in molti dei suoi prodotti dell’11 per cento .

“Solo ingredienti riconoscibili”

Il Dailymeal ha riportato le considerazioni di Robert Kilmer , presidente della divisione gelato della Nestlé. “Capiamo che i consumatori vogliono sapere cosa c’è nel loro cibo, da dove quegli ingredienti provengono e come i prodotti alimentari che acquistano sono fatti “, ha detto, aggiungendo: “L’Utilizzo di ingredienti semplici che i nostri consumatori sono in grado di riconoscere, e la rimozione di quelli che non appartengono a questa categoria , è un naturale passo successivo per i nostri marchi “. Già un anno fa, Nestlé aveva ritirato coloranti e aromi artificiali dai prodotti al cioccolato. Da Nestlè Italia, al momento, nessun cenno sulla possibilità di avviare una politica analoga anche nel nostro paese, dove il colosso detiene il marchio, tra gli altri, della storica Motta.

il caso fruttosio

Una buona notizia è certamente l’inclusione, tra gli ingredienti da rimuovere, del fruttosio, una sostanza di cui il Test Salvagente si era già occupato in passato, intervistando l’oncologa e nutrizionista dell’Azienda Ospedaliera S. Andrea di Roma, Debora Rasio, che aveva spiegato come questa sostanza sia la prima causa di obesità infantile negli Usa, e avvertito: “Il fruttosio nella frutta è legato alla fibra solubile che ne rallenta l’assorbimento, ed è bilanciato da antiossidanti e vitamine che proteggono il fegato mentre lo metabolizza. Nei succhi, (ma vale anche per merendine e gelati, ndr) invece, mancano i giusti antidoti e il fruttosio in forma liquida arriva immediatamente al fegato, che di fronte a questa sovrabbondanza non ha mezzi per difendersi” e finisce col trasformare l’eccesso di fruttosio in grassi.

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Lorenzo Misuraca

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