News

Spreco alimentare, incentivi per chi ricicla. Nuovo ddl al Senato

Incentivi fiscali alle aziende che si impegnano a riutilizzare i prodotti ancora adatti al consumo umano e sanzioni, invece, per quelle imprese che continuano a non voler cambiare le proprie logiche distributive. E’ questo in sintesi il contenuto di un disegno di legge per contrastare lo spreco alimentare che è stato presentato dalla senatrice Laura Puppato, capogruppo del Pd nella Commissione Ecomafie, e che è stato sottoscritto da 30 senatori di vari gruppi.

Il “nuovo” testo si affianca a quello già approvato alla Camera del deputati e all’esame della commissione agricoltura del Senato: “La volontà non è quella di ritardare l’approvazione della prima legge bensì quello di regolamentare taluni aspetti che erano sfuggiti” spiega a il Test-Salvagente la senatrice Pd Laura Puppato.

I numeri dello spreco

In Italia si gettano nella spazzatura, secondo il rapporto Waste Watcher, derrate alimentari per 8,4 miliardi di euro l’anno (23 milioni di euro al giorno circa). Secondo i monitoraggi di Last Minute Market in un anno si potrebbero recuperare 1,2 milioni di tonnellate di derrate che rimangono sui campi, oltre 2 milioni di tonnellate di cibo dall’industria agroalimentare e più di 300mila tonnellate dalla distribuzione.

Il ddl in breve

E in effetti il ddl prevede un sistema di incentivazione e al contrario uno sanzionatorio necessario se si vuole davvero far funzionare il provvedimento. Il disegno di legge presentato al Senato punta, innanzitutto, sugli incentivi alla grande distribuzione, grazie ad un credito di imposta del 20 per cento del valore dei prodotti donati e prevede anche delle sanzioni per chi, al contrario, continua sulla strada dello spreco. L’altra chiave per la riduzione dei rifiuti è la riduzione degli imballaggi, per cui si propone un credito di imposta del 140 per cento per i negozi che si dotano di sistemi di vendita senza imballaggio.

In seconda battuta, quando i prodotti non sono più adatti al consume umano, il ddl prevede una scala graduale: devono essere utilizzati per l’alimentazione animale, per il compost o per la produzione di biogas.

Previous post

Usa, tracce di glifosato nelle uova e nella panna dolce

Next post

Dieselgate, UNC: che fine hanno fatto i controlli promessi dal governo?

The Author

Valentina Corvino

Valentina Corvino