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Micotossine nella pasta Disney, il nuovo scandalo

Pasta, pane e merende destinate ai pasti nelle scuole, frequentate da bambini di due e tre anni, con livelli di piombo superiori ai limiti consentiti. Micotossine, in particolare deossinivalenolo, in due formati di pasta che per sagoma e confezionamento inducevano il consumatore a ritenere che fossero indirizzati all’alimentazione dei più piccoli. “Si tratta di prodotti che raffigurano personaggi famosi della Disney non a marchio della grande distribuzione ma comunque diffusi nei supermercati”,  spiega al Test-Salvagente Giuliano Palomba, commissario Capo del Corpo Forestale di Bari. Per questi motivi i forestali del Comando Regionale per la Puglia e del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Altamura – Parco Nazionale dell’Alta Murgia hanno denunciato 14 imprenditori pugliesi e del centro-nord Italia.

Tra i vari contaminanti sono finiti sotto osservazione i metalli pesanti e le micotossine, tutte sostanze tossiche per l’uomo, alcune manifestamente cancerogene. La normativa di settore a tutela del consumatore è molto chiara e ha l’obiettivo di assicurare che gli alimenti messi sul mercato non contengano contaminanti a livelli che possano creare rischio alla salute. È vietata tassativamente la commercializzazione di quei prodotti che presentano contaminanti in quantità superiori ai limiti fissati dalla legge, con riguardo non soltanto agli alimenti destinati agli adulti ma soprattutto a quelli che possono essere consumati anche da bambini di età compresa tra 0 e 3 anni.

Le nostre analisi

Anche le nostre analisi pubblicate sul numero di febbraio 2016, avevano evidenziato livelli più alti di deossinivalenolo in cinque campioni di spaghetti (Carrefour – Italiamo Lidl – Conad – Coop – Delverde). Va detto che in questo caso la pasta non raffigurava  personaggi dei cartoni e non induceva a ritenere, in nessun modo si trattasse di un prodotto destinato ai bambini.

Numerose le violazioni accertate dai Forestali

Nel caso del ritrovamento di micotossine da parte dei Forestali, invece,  il deossinivalenolo è stato state rintracciato in due formati di pasta, che per la presenza in etichetta di elementi grafici ingannatori costituiti da immagini di cartoni animati, per il formato con sagome particolari (animali e autovetture), pubblicità e denominazione inducevano il consumatore a ritenere che fossero indirizzati all’alimentazione dei più piccoli.

Al momento non è noto quale sia il marchio analizzato dalla Forestale. Ma appena avremo elementi in questo senso, li pubblicheremo

In una ditta privata, dedita alla preparazione dei pasti nelle scuole con bimbi da 2 a 3 anni, è stato anche accertato l’uso di pasta, pane e merende con piombo superiore ai limiti consentiti.

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Valentina Corvino

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