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New York azzera le imposte sugli assorbenti femminili. L’Italia li considera beni di lusso

La battaglia perché gli assorbenti non vengano considerati un lusso per le donne e dunque non vengano tassati come tali segna una nuova, clamorosa tappa. Con la vittoria delle residenti di New York, dopo che il Senato dello Stato ha approvato all’unanimità una legge che esenta i prodotti per l’igiene femminile dalle imposte sulle vendite.
Il mese scorso, cinque donne avevano presentato una class action contro il ministero delle Imposte e delle Finanze di New York, dicendo che, mentre gli altri dispositivi medici sono venduti senza alcuna tassazione –  e tra questi perfino glishampoo antiforfora, il burro cacao – gli assorbenti utilizzati dalle donne sono soggetti a imposta sulle vendite dello Stato del 4%.
Nel resto degli Stati Uniti anche l’Illinois sta valutando una proposta di legge per esentare l’igiene intima femminile prodotti dalla tassa statale di vendita. E il mese scorso, il Consiglio comunale di Chicago ha votato per interrompere la raccolta delle imposte di vendita della città su questi prodotti.

L’Europa si muove

La questione non è nuova e in Europa la mobilitazione ha ottenuto qualche effetto. La crociata ha preso le mosse nel 2013 quando l’inglese Laura Coryton lanciò una campagna su Change. org, dal titolo Stop taxing periods. La campagna raccolse circa 280mila firme e sbarcò sui social con gli hashtag #FreePeriods ed #EndTamponTax.
In Francia, migliaia di donne sono perfino scese in piazza. E il governo di Parigi ha abbassato l’Iva dal 20 al 5,5%, allineandosi a Olanda, Spagna e Inghilterra. L’Iva viene addirittura azzerata in Canada e Irlanda, e un suo abbassamento è in corso di discussione in Germania e Australia.

E in Italia?

Qualche mese fa i deputati di Possibile hanno presentato una proposta di legge per abbassare l’Iva sugli assorbenti (oggi al 22%). Prima, ancora una volta, era stata una petizione a porre l’accento sulla questione: “Gli assorbenti dovrebbero entrare nella lista dei beni essenziali: mentre si può vivere senza un tablet, non è possibile, per chi ha le mestruazioni, fare a meno degli assorbenti per condurre una vita normale e in salute. Senza gli assorbenti, sarebbe impossibile partecipare senza problemi alla vita sociale, e subiremmo conseguenze pesanti per la nostra salute sia fisica che mentale. L’aliquota al 22% è una tassa ingiusta che grava direttamente sulle donne e in particolare le donne con poco reddito”, scrive Chiara Capraro al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Senza aver ottenuto, ovviamente, alcuna risposta.

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Anna Gabriela Pulce

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