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Huggies, Iap contro lo spot dei pannolini per “lei” e “lui”

Pannolini per bimbo e bimba? Che debbano essere due prodotti differenti ne è convinta la Huggies, l’azienda che produce infatti due distinte linee dedicate a maschietti e femminucce. Ma la tesi (e la relativa pubblicità) non convince molti che leggono nella scelta dell’azienda solo una mossa commerciale, aggravata dalla diffusione di una pubblicità sessista fondata su stereotipi di genere.

Per questo, la Huggies è finita nel mirino dello Iap, l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria.

L’ultima decisione in merito è di appena qualche giorno fa (n. 22/2016 del 8/4/2016), quando lo Iap si è pronunciato contro una telepromozione dei magazzini Maury’s dei pannolini Huggies Bimbo e Bimba. Il messaggio contestato è quello secondo cui “I nuovi pannolini Huggies Bimbo e Bimba” sono “gli unici che catturano la pipì proprio lì dove la fanno. Un asciutto su misura”.

Il Giurì, si è pronunciato nei confronti di Kimberly Clark S.r.l., distributore dei pannolini, dichiarando che “i comunicati diffusi il 9 e 10 marzo 2016 sono stati diffusi in violazione dell’art. 42 del codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e dispone che di ciò si dia notizia al pubblico mediante pubblicazione per estratto per una sola volta sul Corriere della Sera”.

 

Rimasta inosservata una precedente pronuncia

Il citato articolo 42 è quello che punisce l’inosservanza delle decisioni. E ciò rimanda a una precedente pronuncia dello Iap, evidentemente rimasta lettera morta: nel febbraio di questo stesso anno, infatti (pronuncia n. 9/2016 del 26/2/2016), il Giurì aveva già contestato lo spot pubblicitario dei Pannolini ‘Huggies Bimbo e Bimba’ mandato in onda nel gennaio 2016, ritenendolo pubblicità ingannevole e ordinandone la cessazione.

 

Un’ingiunzione già a giugno 2015

Ma non basta. Poco meno di un anno fa, un’altra decisione dello Iap – stavolta un’ingiunzione, la n. 37/15 del 12/6/15, sempre contro la Kimberly Clark S.r.l. – bocciava il telecomunicato “Huggies bimba e Huggies Bimbo. Per un asciutto su misura”, trasmesso sulle reti Rai e Mediaset nel mese di giugno 2015.

La bocciatura riguardava il modo in cui avveniva la promozione dei due prodotti: per sostenere l’idea di una diversa assorbenza per maschi e femmine, lo spot puntava sulla presentazione di meri stereotipi di genere: da un lato, la bambina che pensa a “farsi bella”, “cercare tenerezza” e “farsi corteggiare da un uomo”; dall’altro, il bimbo che sogna “fare goal”, “avventure” e “cercare le donne”.

Insomma, una pubblicità in contrasto con l’articolo 10 del Codice, che prevede il divieto di “ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere”.

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carla tropia

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