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Antibiotici: le donne ne abusano, ma a rischio sono anche i bambini

Parità uomo-donna? Certamente non se ne può parlare a proposito dell’assunzione di antibiotici. Secondo una ricerca riportata dal quotidiano La Repubblica, infatti, il gentil sesso ne prenderebbe il 27% in più. Forse perché sentono la necessità di guarire più in fretta, dato che sulle loro spalle pesa nella maggioranza dei casi tutta l’organizzazione familiare, da conciliare con il proprio lavoro.
Insomma, le donne non possono “permettersi” di ammalarsi, o almeno non a lungo. Gli antibiotici maggiormente prescritti sono quelli utilizzati per trattare le infezioni delle vie respiratorie.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Antimicrobial Chemotherapy” e tra i ricercatori che lo hanno condotto vi è l’infettivologa italiana Evelina Tacconelli che lavora all’università tedesca di Tubinga. I dati sono stati raccolti in vari paesi, dall’Italia alla Germania fino alla Nuova Zelanda, e hanno coinvolto oltre 44 milioni di persone, dimostrando che le donne hanno in media una probabilità del 27% più alta rispetto agli uomini di ricevere la prescrizione per un antibiotico. Percentuale che sale fino al 40% se si guarda ai dati relativi alla sola fascia di età compresa tra i 35 e 45 anni.

 

A rischio anche i bambini

Ma esagerare con l’assunzione di antibiotici è non solo inutile ma anche dannoso. L’abuso porta infatti a fenomeni di antibiotico-resistenza, ovvero allo sviluppo di germi resistenti al farmaco che quindi ne abbattono l’efficacia.

Oltre alle donne, ad essere sovraesposti agli antibiotici sono anche i bambini, con rischi importanti per la salute come dimostrato da vari studi. Ad esempio quello condotto presso l’Università di Helsinki e pubblicato a gennaio su Nature Communications, dal Test-Salvagente raccontato in un precedente articolo, e in cui sono stati esaminati 142 bambini dai 2 ai 7 anni. A essere stati studiati sono stati gli effetti dei due tipi di antibiotici più spesso utilizzati nei bambini: penicillina e macroclimi, dimostrando che il loro abuso è una seria minaccia per la flora batterica.

 

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carla tropia

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