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Biodiversità, Aiab: “Una manciata di semi può salvare il mondo”

“ColtiviAMO BIOdiversità – bene comune”, è il nome della campagna che Aiab, l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, presenta domani in Senato a tutela della biodiversità, del suolo e della sovranità alimentare.

Il mercato mondiale del seme è oggi nelle mani di 10 grosse aziende che ne detengono il monopolio. Questo limita la sovranità alimentare, impoverisce le tasche degli agricoltori, sempre più soggetti a regole dettate dalle multinazionali; condiziona le scelte dei contadini su quello che possono seminare, danneggia la salute dei consumatori, sempre più affetti da allergie e intolleranze; inquina l’ambiente, per l’estremo uso di fitofarmaci; esaspera i cambiamenti climatici. La legge sulla biodiversità agraria e alimentare approvata dal nostro Paese è un decisivo passo in avanti. Spiega la prima firmataria Susanna Cenni: “Coltivare la biodiversità significa soprattutto rafforzare la competitività del nostro Paese, ma anche promuovere sistemi economici locali costruiti attorno al valore del cibo e della varietà dei semi e della colture”.

Con la legge si da vita a un sistema nazionale di tutela e valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare, che prevede l’istituzione dell’anagrafe nazionale e di una rete di soggetti, di dati, di competenze e saperi a sostegno della varietà dell’offerta agricola e alimentare. Questo significa anche tutelare il libero scambio dei semi tra gli agricoltori e consentire l’accesso al mercato delle sementi tradizionali, snellendo la burocrazia e sancendo la libertà dei piccoli coltivatori di crescere e utilizzare le proprie sementi.

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Valentina Corvino

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