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Uova di Pasqua, il prezzo è la vera sorpresa

Attesissimo ogni anno dai più piccoli, l’uovo di cioccolata segna l’arrivo della Pasqua. In pochi giorni gli scaffali dei supermercati si riempiono di golose uova per tutti i gusti, dai classici al latte e fondente ai “rivisitati” al cioccolato bianco, pistacchio o nocciole.

Il mercato è comunque destinato prevalentemente ai bambini che al piacere di gustare il dolce pasquale uniscono quello di scartare la confezione e trovare la sorpresa, che poi è il vero motivo che spinge all’acquisto dell’uovo. Non c’è personaggio dei cartoni che non finisca, infatti, sulle confezioni ammiccando ai piccoli consumatori e promettendo regali favolosi, che alcune aziende più trasparenti raffigurano con precisione nella confezione per evitare spiacevoli delusioni.

 

Sorprese sicure per i nostri bambini?

A proposito delle sorprese, un aspetto cui fare attenzione è quello della sicurezza.

I gadget che circolano sul mercato europeo devono soddisfare rigidi requisiti di sicurezza: ad esempio, non devono comportare rischi meccanici, né avere piccoli pezzi che possono essere ingeriti, se destinati ai bambini sotto i tre anni, né  contenere sostanze pericolose se ingerite o inalate.
In ogni caso, per essere più tranquillo, un genitore deve cercare sul gioco, sul foglio informativo contenuto all’interno o sulla confezione stessa dell’uovo, il marchio Ce, che assicura che l’oggetto è a norma di legge.

Inoltre, prima dell’acquisto è bene controllare che sia specificato per quale età è adatto il gioco o l’oggetto contenuto nella sorpresa. Infine, se si tratta di giochi che vanno montati, bisogna leggere attentamente istruzioni e avvertenze. E la supervisione di un adulto è sempre consigliata.

 

Come scegliere un uovo di Pasqua

Per scegliere l’uovo di Pasqua, discorso gadget a parte e guardando piuttosto alla qualità, diventa essenziale scorrere la lista degli ingredienti, verificando la percentuale di cacao e la presenza di oli tropicali e altre sostanze grasse vegetali diverse dal burro di cacao che abbassano la qualità del prodotto (solo il burro di cacao infatti identifica il vero cioccolato). Per cui, se il cioccolato contiene fino al 5% di grassi vegetali diversi dal burro di cacao, in etichetta deve essere scritto chiaramente: “contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao”.

Per valutare la qualità di un uovo bisogna però distinguere tra i vari tipi di cioccolato.
Quando si parla di “cioccolato” ci si riferisce al prodotto ottenuto da cacao e zucchero. Per legge deve contenere almeno il 35% di sostanza secca totale di cacao e almeno il 18% di burro di cacao e non meno del 14% di cacao secco sgrassato.

Il “cioccolato al latte” invece è ottenuto da cacao, zucchero e latte o prodotti derivati dal latte. Deve contenere almeno il 25% di sostanza secca totale di cacao, il 14% di sostanza secca totale di origine lattica e il 25% di materie grasse totali.

Le diciture che spesso accompagnano la definizione di cioccolato, come “fine”, “finissimo” e “extra”, indicano un prodotto migliore che contiene, nel caso del cioccolato fondente non meno del 43% di cacao (di cui almeno il 26% di burro di cacao) e, nel caso del cioccolato al latte non meno del 30% di cacao e del 18% di sostanza del latte ottenuta dalla disidratazione parziale o totale di latte intero, parzialmente o totalmente scremato, panna, panna parzialmente o totalmente disidratata, burro o grassi del latte, di cui almeno il 4,5% di grassi del latte.

 

Il prezzo? Legato al gadget più che alla qualità

infografica_uova-pasqualeTra gli scaffali dei supermercati campeggiano uova coloratissime, una vera tentazione per tutti. Ed è molto facile metter mano al portafoglio per far contenti i più piccoli. Siamo stati in un grande ipermercato romano e abbiamo confrontato prezzi, qualità e sorprese delle uova dei marchi più noti, da Kinder a Dolci Preziosi, da Dolfin a Motta, Lindt e Paluani, da Perugina a Witor’s, Pernigotti, Bauli, Walcor e Icam.

La prima cosa che salta agli occhi è la prevalenza assoluta di uova al cioccolato al latte, evidentemente destinate ai bambini cui tutto il mercato è smaccatamente orientato.

Poi la grande varietà di dimensioni delle uova che vanno dai 150 ai 320 grammi, e conseguentemente la varietà di prezzo che però appare collegata soprattutto alla sorpresa: prezzi più cari per le uova con i gadget legati ai personaggi del momento, meno cari per i “classici” meno alla moda.

Ad esempio, per portare a casa l’uovo Kinder Gran Sorpresa da 320 g di Star Wars e Frozen (che a rigore non è nemmeno un vero uovo di cioccolato dato che in etichetta è identificato come “uovo dolce con sorpresa ricoperto di cioccolato finissimo al latte”) bisogna sborsare ben 18,90 euro, mentre bastano appena 4,99 euro per l’uovo Perugina di Oggy da 150 g e per l’uovo Dolci Preziosi di Peppa Pig da 200 g e qualche centesimo in meno (4,49 euro) per l’uovo Motta da 150 g declinato per bimbo e bimba.

A fare la differenza, dunque, sono le sorprese, dato che a livello di ingredienti i prodotti si assomigliano tutti: per quelli al latte finissimo tutti i produttori dichiarano la presenza di almeno il 30 o 31% di cacao, mentre per quelli fondenti almeno il 50 e il 52%.

 

Per uova tra 180 e 220 grammi il prezzo medio è di 8 euro

Per fare una media dei prezzi abbiamo concentrato la nostra attenzione sulle 7 uova tra i 180 e i 220 grammi di peso in vendita all’ipermercato visitato.
Dalla ricognizione è risultato che l’uovo più caro è il Kinder Gran Sorpresa Maxi (220 g con sorprese a tema Transformer, Star Wars e Winx) che costa 12,90 euro; il meno caro è l’uovo Witor’s (al latte finissimo da 200 g, con sorprese a tema Inside Out e Hulk) che si porta a casa con 5,45 euro.

 

Il giro d’affari

Nei giorni che precedono la Pasqua, finiscono nelle case degli italiani tonnellate di uova di cioccolato, più o meno il 5% di tutto il cioccolato venduto nell’arco di un anno, compreso quello utilizzato nelle creme o negli snack.
Cifre di tutto rispetto, che portano il fatturato del settore sui 350 milioni di euro, una vera enormità per un mercato che dura pochi giorni.

 

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carla tropia

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