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Glifosato, Parlamento Ue alla Commissione: “Non rinnovate l’autorizzazione”

Finchè permangono dubbi sulla cancerogenità del glifosato, la Commissione europea non dovrebbe rinnovare l’autorizzazione alla vendita per altri 15 anni ma dovrebbe commissionare uno studio indipendente e mettere a tacere ogni incertezza. A giungere a questa conclusione il Parlamento europeo che oggi ha approvato una proposta di risoluzione – un atto non vincolante – con 38 voti favorevoli, 6 contrari e 18 astensioni. La proposta sarà messa ai voti in plenaria nella settimana dall’11 al 14 aprile.

Il glifosato è un principio attivo utilizzato in moltissimi erbicidi presenti sul mercato: a giugno di quest’anno scade l’autorizzazione alla commercializzazione e sul rinnovo grava una forte incertezza relativa alla sua sicurezza per la salute dell’uomo. A marzo dello scorso anno la Iarc ha classificato il glifosato come “probabile cancerogeno per  l’uomo” mentre pochi mesi dopo l’Efsa è giunta ad una conclusione diversa sostenendo che è altamente improbabile che questo erbicida possa aumentare la possibilità di tumori. Le associazioni ambientaliste sono fortemente contrarie al rinnovo mentre le aziende sostengono che si tratta di un pesticida sicuro.

“Efsa renda note le prove scientifiche”

Intanto, tracce di glifosato sono state riscontrate in numerosi oggetti di uso comune e in alimenti. Nel nostro Paese, il pesticida è monitorato solo in Lombardia, dove la sostanza è presente nel 31,8% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e il suo metabolita, Ampa, nel 56,6%. Nel resto della altre regioni, nonostante la sua presenza nelle acque sia abbondantemente confermata, la verifica della contaminazione è del tutto ignorata.

Quali saranno le prossime tappe? Il Parlamento europeo ha chiesto nella proprosta all’esecutivo di presentare un nuovo progetto e all’Efsa di “rendere note tutte le prove scientifiche che sono state la base per la classificazione positiva del glifosato e la proposta di nuova autorizzazione”. L’Ufficio alimentare e veterinario dell’Ue, infine, dovrebbe essere incaricato di testare e monitorare residui di glifosato in alimenti e bevande.

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Valentina Corvino

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