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Etichetta d’origine, la Francia ottiene via libera dall’Ue

La Francia potrà indicare in etichetta l’origine dei prodotti trasformati a base di carne e lattiero-caseari. La Commissione europea ha dato il via libera “in linea di principio” all’etichettatura di origine obbligatoria e, come scrive Foodnavigator, il 22 marzo il Comitato per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) voterà su un progetto di proposta di risoluzione per rendere l’etichettatura di origine per questi prodotti obbligatori. L’autorizzazione è stata concessa sulla base del regolamento comunitario numero 1.169 del 2011 entrato in vigore il 13 dicembre del 2014 che consente ai singoli Stati membri di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti qualora i cittadini esprimano in una consultazione parere favorevole in merito alla rilevanza delle dicitura di origine ai fini di una scelta di acquisto informata e consapevole.

Anche l’Italia chiede l’etichetta obbligatoria

“Dobbiamo prendere esempio dalla Francia”. E’ il commento del presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. I nostri cugini d’Oltralpe sono riusciti dove l’Italia ha fallito, almeno finora. Il nostro Paese, infatti, non è riuscito nell’intento nonostante associazioni come la Coldiretti sostengano da sempre la necessità di difendere le nostre produzioni indicando obbligatoriamente in etichetta l’origine di alcune categorie di prodotti. Anche una consultazione pubblica on line del ministero delle Politiche agricole e forestali ha rilevato la stessa necessità: l’89 % dei 26.547 consumatori che hanno partecipato ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari, l’87% per le carni trasformate, l’83% per la frutta e verdura trasformata, l’81% per la pasta e il 78% per il latte a lunga conservazione.

Continua Moncalvo: “Con due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, come pure la metà delle mozzarelle e il concentrato di pomodoro dalla Cina, occorre introdurre senza esitazione in Italia l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti”.

Se la risoluzione passerà in commissione, la proposta sarà messa ai voti in plenaria al Parlamento europeo e poi passerà al vaglio della Commissione europea.

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Valentina Corvino

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