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Danno morale, nuovo “regalo” alle assicurazioni

La lobby delle assicurazioni si muove contro i diritti delle vittime della strada. È l’allarme che lanciano diverse associazioni dei consumatori, nonché l’Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale (Aneis) e l’Oua (l’Organismo unitario dell’avvocatura), sull’emendamento di maggioranza (riformulato in commissione Industria al Senato) che – se approvato – di fatto abolirebbe la voce del danno morale dal risarcimento dovuto in caso di sinistro stradale.
In particolare, l’emendamento stabilisce che “quando c’è un danno biologico, l’ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto per le lesioni gravi (superiori al 9%) è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona”.

La reazione dei consumatori

Di “scandalosa riformulazione dell’ emendamento” e di “scelte gravi che nulla hanno a che fare con la concorrenza” parla il Movimento Consumatori che lancia quindi un appello ai senatori per bloccare l’ennesimo assalto lobbista. L’approvazione della norma, infatti, scardinerebbe un principio ormai da tempo acquisito in giurisprudenza e presente anche nel Codice delle Assicurazioni Private (art. 138), secondo cui il risarcimento del danno alla persona deve essere integrale, accertato dal giudice a prescindere dal nome attribuitogli.

Contro l’emendamento anche avvocati e periti

Secondo la denuncia dell’Oua, l’approvazione di un simile formulato, facendo sparire la liquidazione del danno morale, determinerebbe una riduzione media dei risarcimenti del 30%.

“Con questo emendamento le Compagnie assicurative risparmieranno circa 1 miliardo di euro – ha dichiarato inoltre Giovanni Polato, Presidente dell’Aneis. Si intuisce così, come dietro a questa operazione ancora una volta non si tenga conto dei diritti dei danneggiati, ma del solo vantaggio economico delle Assicurazioni”.

Fabrizio Premuti: “Tabelle certe e vitalizio per i macrolesi”

Non è solo questo emendamento, però, a preoccupare l’associazione Konsumer Italia, ma l’intero sistema Rc auto che se non improntato a una reale sostenibilità non sarà mai equo. Secondo Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer, infatti, “non può esserci equità senza sostenibilità, credere che i valori del risarcimento per i danni alla persona di natura non patrimoniale siano una variabile indipendente è pura follia e condanna definitiva al caro tariffe che lascia ampi spazi di speculazione a danno dei consumatori assicurati tutti”. In sostanza, per garantire a tutti tariffe giuste, i risarcimenti non possono essere illimitati: “il danno morale non deve essere cancellato – aggiunge Premuti – ma non deve neanche essere legato a variabili indipendenti. Le tabelle dei risarcimenti devono essere definite e comprensive di ogni voce di danno, ancorate a punti fermi che assicurino la sostenibilità del sistema Rc auto. In Italia ci sono 42 milioni di assicurati e solo il 3% di automobilisti risarciti: se per garantire ad essi risarcimenti slegati da ogni riferimento alla realtà dobbiamo sopportare tariffe carissime, il sistema è destinato a richiedere sempre coperture carissime”.
Per un sistema equilibrato, quindi, Konsumer chiede risarcimenti adeguati, parametrati a valori ben definiti, e tariffe assicurative più basse, in linea con gli altri paesi europei.

Una proposta concreta lanciata dall’associazione dei consumatori è, infine, quella che vuole la trasformazione dei risarcimenti per i soggetti macrolesi a seguito di un incidente stradale in rendita vitalizia: “ci sembra doveroso – conclude Premuti – che nei casi di lesioni più gravi venga assicurato alla vittima non un risarcimento una tantum che rischia di essere ‘assorbito’ anche dai tanti soggetti che gravitano attorno alla vittima, ma piuttosto una rendita per tutta la vita che gli garantisca un’esistenza dignitosa”.

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carla tropia

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