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Sugar-tax: la Gran Bretagna vara la tassa sui soft drink

Giunge a una svolta decisiva la battaglia contro l’obesità infantile in Gran Bretagna: dopo tante parole si passa ai fatti.
Il conservatore George Osborne, attuale Cancelliere dello Scacchiere (in pratica il ministro delle Finanze), ha annunciato l’introduzione di una tassa sui soft drink con aggiunta di zucchero, molto consumati dai britannici e considerati una delle principali cause dello stato di sovrappeso di bambini e adolescenti d’oltremanica.

Debutto nel 2018

La suga-tax è inserita nella legge di bilancio 2016 (che comprende una serie di misure di austerità e taglia le previsioni di crescita), ma l’effettiva operatività è prevista per il 2018, in modo da dare tempo alle aziende di modificare la propria produzione (o importazione) di bevande riducendone il contenuto di zuccheri.

Il meccanismo di tassazione, infatti, prevede di colpire diversamente i soft drink a seconda della quantità di zucchero in essi contenuta: se questa supera i 5 grammi per 100 millilitri la tassa sarà più leggera; mentre più gravemente saranno tassate le bevande con più di 8 grammi di zucchero per 100 millilitri.
Esclusi dalla sugar-tax saranno i succhi di frutta puri e le bevande a base di latte, mentre i produttori più piccoli godranno di una deroga al regime fiscale.
Dalla tassa il ministro stima di ottenere un’entrata pari a 520 milioni di sterline, da destinare interamente a finanziare lo sport nelle scuole elementari.

I paesi apripista: Messico, il primo

La Gran Bretagna non è il primo paese a muoversi in tal senso per combattere sovrappeso e obesità infantile che minacciano gravemente la salute di intere generazioni di giovani. Il primo a introdurre una tassazione sullo zucchero è stato il Messico nel 2014, poi seguito da altri paesi come quelli scandinavi, la Francia e l’Ungheria. Ora il governo britannico è pronto a seguirne l’esempio.

Le bevande che oggi sconterebbero la tassa

Esempi di bevande che attualmente sconterebbero l’imposizione più grave, contenendo il più alto tasso di zucchero, sono la Coca-Cola, la Pepsi e la Red Bull (oltre ad altre bevande da noi meno note come Vecchio Jamaica Ginger Beer, Capri Sun ribes nero, Fragola Ribena, Lucozade Energy).
La tassa più bassa sarebbe invece, oggi, pagata dai produttori o importatori di Fanta, Sprite, Schweppes Indian Tonic Water e Dr Pepper.
A sfuggire del tutto l’imposta sarebbero, infine, bevande come Volvic alla frutta, Vimto, Powerade e Tropicana liscia arancione.

Tribunale Ue: no alle etichette che incoraggiano a consumare zuccheri

Una notizia interessante sul versante della tutela della salute arriva intanto dal Tribunale dell’unione europea che ha bocciato le etichette che incoraggiano a consumare zuccheri, anche se sono veritiere.

Il ricorso che ha portato alla decisione dei giudici europei era stato presentato da un’azienda tedesca, la Dextro Energy, che nelle etichette dei propri prodotti aveva inserito informazioni sugli effetti positivi del glucosio sull’attività fisica. La Commissione europea, però, non era d’accordo, temendo che una tale informazione avrebbe potuto avere un’influenza negativa sul consumatore medio, indotto a ritenere che la bevanda fosse salutare e sottovalutandone al contrario i rischi.

La controversia è quindi giunta nelle aule del Tribunale Ue che ha dato torto all’azienda tedesca.

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carla tropia

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