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Etichetta a semaforo, penalizza le nostre eccellenze

Gli inglesi bocciano i cibi etichettati con il semaforo rosso. E’ quanto emerge da uno studio realizzato da Nomisma che ha valutato l’impatto dei bollini nutrizionali adottatati in Gran Bretagna su alcune eccellenze italiane (Parmigiano reggiano e prosciutto di Parma) e francesi (il formaggio Brie).

L’etichetta a semaforo: come funziona

Nel giugno 2013 il Regno Unito ha introdotto un sistema a bollini colorati in etichetta (“etichettatura a semaforo”) riguardanti le calorie, i grassi, gli zuccheri ed il sale presenti in 100 grammi di prodotto. Con tale sistema (raccomandato dal Ministero della Salute britannico e ampiamente adottato in particolare dalla distribuzione con il 98% di adesione), quando in un determinato alimento uno di tali aspetti è presente oltre certe concentrazioni, in etichetta viene indicato con un bollino rosso, se è presente in quantità basse il colore è verde, nei casi intermedi il colore è giallo. L’etichetta a semaforo è stata aspramente criticata anche nel nostro Paese dalle associazioni dei consumatori (tutte, ad eccezione di Altroconsumo) e dei produttori dal momento che penalizza molti dei prodotti simbolo della nostra dieta mediterranea come l’olio di oliva extravergine (ricco di acidi grassi insaturi, oltre che di sostanze antiossidanti) e il Parmigiano reggiano Dop (ricco di calcio e vitamine), ma anche alimenti come il tonno (ricco di acidi grassi polinsaturi essenziali Omega3 e Omega6).

Penalizza le nostre eccellenze

Esattamente quello che ha dimostrato l’indagine di Nomisma. Secondo i dati, il prosciutto di Parma con il bollino ‘incriminato’ registra una perdita del 68% nelle vendite fra novembre-gennaio 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013, contro una crescita del 16% per quello senza l’etichetta ‘a semaforo’. Il crollo delle vendite dello stesso prodotto con il bollino arriva a quota 84% fra maggio e luglio 2015 rispetto agli stessi mesi del 2014, mentre quello non etichettato cresce del 40%.

Nel trimestre dicembre-febbraio 2014 il Parmigiano Reggiano senza bollino aumenta le vendite del 54%, mentre quello che ce l’ha nello stesso trimestre perde il 10%. Fra giugno e settembre 2014 l’aumento del primo è del 22%, mentre il secondo continua a calare, del 3%. Quando poi il Parmigiano Reggiano è proporzionato, quello senza bollino fra dicembre e febbraio 2014 ha aumentato le vendite del 70%, fra giugno e settembre del 31%. Lo stesso prodotto con il bollino negli stessi periodi è calato del 4%, per poi aumentare del 5% nel secondo.

Martina: “E’ un elemento distorsivo della concorrenza”

“L’indagine Nomisma sull’etichetta a semaforo conferma le nostre perplessità ed evidenzia le distorsioni provocate sul mercato inglese” ha commentato il ministro Maurizio Martina che, durante i lavori del Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Unione europea a Bruxelles, ha portato nuovamente in discussione la questione dell’etichettatura a semaforo. Con l’Italia si sono schierate nettamente per il no a questo sistema: Croazia, Belgio, Cipro, Spagna, Grecia, Slovenia, Portogallo, Lussemburgo, Bulgaria, Polonia, Irlanda, Romania, Germania, Slovacchia, Lettonia. “Insieme ad altri 15 Paesi – ha dichiarato il Ministro Martina – chiediamo ancora una volta alla Gran Bretagna di rivedere questa scelta e alla Commissione Ue di intervenire per rimuovere questo elemento distorsivo del mercato. Fin dalla prima proposta abbiamo evidenziato che avrebbe provocato danni economici e d’immagine ai nostri prodotti e nessun beneficio ai consumatori. È un sistema che non promuove una dieta sana e un equilibrio nello stile alimentare, classificando i cibi con parametri discutibili e approssimativi. Possibile che un litro di latte intero inglese abbia il bollino rosso, mentre una soda light con dolcificante sintetico li abbia tutti verdi? Un paradosso che spiega bene come questo non sia uno strumento per tutelare la salute dei consumatori. È inammissibile – conclude il Ministro – che prodotti di qualità certificata Dop e Igp siano classificati con semaforo rosso, così come succede con altri alimenti che fanno parte della dieta mediterranea, come il pesce e l’olio d’oliva, o della grande tradizione dolciaria italiana”.

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Valentina Corvino

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