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La Francia vota la tassa sull’olio di palma

Una tassa sull’olio di palma destinato esclusivamente ai prodotti alimentari (e non ai biocarburanti o ai cosmetici) potrebbe essere presto votata in Francia. Soprannominata la ‘tassa Nutella ‘ dai media francesi, l’imposta è stata ridimensionata a 90 euro per tonnellata per rispettare le regole dell’OMC, l’Organizzazione mondiale del commercio (inizialmente si era parlato di 300 euro, somma che sarebbe progressivamente aumentata fino a raggiungere i 900 euro per tonnellata nel 2020).

L’imposta, che fa parte di una normativa più ampia sulla biodiversità, ha provocato la rabbia dei paesi produttori di olio di palma, come la Malesia e l’Indonesia. L’associazione dei produttori malesiani di olio di palma ha commissionato al professore di economia presso l’Università di Aix-Marseille, Pierre Garello, uno studio per valutare la misura fiscale proposta. Secondo Garello, l’olio di palma è già tassato al 21,7%, mentre l’olio d’oliva lo è al 4,9%, l’olio di semi di girasole al 15,79% e l’olio di soia al 23,64%.”La tassazione supplementare potrebbe quindi sollevare la tassazione fiscale a livelli straordinari”, ha concluso il rapporto di Garello.

Anche Nathalie Lecocq, direttore generale della Fediol (il gruppo commerciale europeo che rappresenta gli interessi dell’industria dell’olio vegetale), ha ritenuto che la legge sia discriminatoria: “Non è la prima volta che si cerca di inserire questa imposta addizionale” ha detto. “Certo, la motivazione è cambiata: se in passato le giustificazioni sono state la nutrizione, prima, e la deforestazione, poi, questa volta, si tira in ballo la ‘sostenibilità’. Tuttavia, gli obiettivi dei promotori di questa tassa supplementare sembrano piuttosto quelli di limitare il più possibile la presenza di olio di palma nelle catene di fornitura francesi e nei prodotti alimentari”.

SALVO IL SOSTENIBILE

Ma l’Assemblea Nazionale francese tira dritto per la sua strada, proponendo anche un trattamento fiscale differente che introdurrebbe una discriminazione tra i vari produttori di olio di palma in base a criteri di sostenibilità. Infatti, secondo un emendamento, l’olio di palma prodotto in modo sostenibile sarebbe esente dalla tassa.

Anche questa posizione non ha però incontrato il favore di tutti. Il senatore francese Aline Achimbaud ha detto, ad esempio, che le piantagioni sostenibili certificate non sono meno pericolose per l’ambiente in termini di ecosistema, disboscamento e uso di pesticidi (come il Paraquet, vietato in Europa dal 2007). E anche Fediol è critica sul punto, sostenendo che manca una chiara definizione di ‘sostenibile’.

Intanto, però, una tassa sull’olio di palma è presa in considerazione anche in Russia per tutelare la salute dei consumatori, con un eventuale prelievo di 200 dollari (180 euro) per tonnellata, da applicarsi già dal 1 luglio 2016.

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carla tropia

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