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Inquinamento indoor: aria pesante nelle scuole italiane

Aria pesante nelle scuole italiane. È quella testimoniata dal progetto Search del ministero dell’Ambiente che, su oltre 900 alunni delle scuole italiane tra i 10 e 13 anni, ha riscontrato più del 12% di casi in trattamento medico per asma e oltre il 14% con difficoltà respiratoria. In pratica in ogni classe ci sono circa almeno 10 bambini allergici.
Valori tra i più alti a livello europeo che in parte dipendono dall’inquinamento indoor, ossia dall’esposizione a determinati inquinanti che, in alcuni casi, come il Pm10 o la formaldeide, si trovano in quantità maggiore all’interno degli edifici piuttosto che all’esterno. In molti casi si tratta di inquinanti che non possono essere eliminati alla fonte, a meno di interventi difficili, lunghi e costosi come il trasferimento di una scuola in un’area verde o la completa ristrutturazione dell’edificio secondo i migliori standard.
L’inquinamento da traffico, il rumore, le sostanze chimiche presenti nel mobilio e nelle pareti, la stessa anidride carbonica prodotta dal respiro dei bambini, o la polvere che si annida ovunque sono tutti fattori con cui si deve fare i conti ogni giorno nelle aule scolastiche. I ricercatori e gli esperti propongono accorgimenti facili e poco costosi, e piccole azioni quotidiane, attraverso i quali si possono tenere sotto controllo alcuni di questi fattori. Ecco qualche esempio.

Contro l’aria viziata

Arieggiare le aule e gli ambienti di ritrovo comuni (5-10 minuti più volte al giorno) per ridurre i livelli di CO2;
ventilare frequentemente i bagni, fornendo una ventilazione meccanica adeguata per evitare i residui, la condensa e la crescita di muffe;
tenere le finestre aperte durante le operazioni di pulizia per evitare che le sostanze inquinanti presenti nei detergenti restino all’interno dell’aula.

Per combattere la polvere

Pulire con panno bagnato le lavagne o preferire lavagne metalliche o plastificate con i relativi pennarelli atossici alla classica lavagna con il gesso;
non accumulare sopra i mobili materiale scolastico, libri o quaderni;
pulire i locali della scuola (aule, corridoi, palestra ecc.) con panni adeguatamente risciacquati e puliti, liberi da polvere e inquinanti;
porre particolare attenzione alla pulizia delle palestre;
se possibile, utilizzare aspirapolveri dotati di filtri ad alta efficienza e di documentata efficacia e che impiegano vapore secco (a oltre 100 °C);
plastificare i lavori fatti dagli studenti e i poster da appendere alle pareti per permettere la rimozione della polvere con panni umidi;
prediligere i giochi di legno o di plastica facilmente lavabili, evitando quelli di peluche.

Per abbattere gli inquinanti chimici

Pulire la scuola dopo l’orario scolastico e mai mentre i bambini sono ancora all’interno dell’edificio;
evitare l’utilizzo di sostanze tossiche e con odore intenso (candeggina, ammoniaca o altri prodotti).

Le piante mangiaveleni

Qualche accortezza “naturale” può essere realmente utile e tra queste le piante “mangiaveleni”. Vediamo quali funzionano
Felce di Boston
(Nephrolepis exaltata)
Rimuove al tasso di 20 microgrammi/ora la formaldeide dall’ambiente.
Areca
(Chrysalidocarpus lutescens)
Rimuove al tasso di 19 microgrammi/ora xilene e toluene dall’ambiente.
Spatifillo
(Spathyphyllum wallisii)
Rimuove al tasso di 19 microgrammi/ora di acetone, 13 microgrammi/ora di metanolo, 7 microgrammi/ora di benzene, 5 microgrammi/ora di ammoniaca e 3 microgrammi/ora di formaldeide dall’ambiente.
Falangio variegato
(Chlorophytum comosum “vittatum”)
Rimuove al tasso di 7 microgrammi/ora la formaldeide dall’ambiente.
Anturio
(Anthurium andreanum)
Rimuove al tasso di 10 microgrammi/ora di ammoniaca, di 8 microgrammi/ora di xilene e toluene dall’ambiente.
Ficus benjamina
Rimuove al tasso di 12 microgrammi/ora di formaldeide dall’ambiente.

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Anna Gabriela Pulce

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