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Etichettatura Ogm, negli Usa “Big food” ad un bivio

Il prossimo 1° luglio il Vermont sarà il primo stato dei 50 americani ad avere una normativa che rende obbligatorio specificare in etichetta la presenza di organismi geneticamente modificati. Questo significa che le grandi aziende dell’alimentare dovranno pensare a come etichettare in maniera corretta gli alimenti destinati alla vendita nel piccolo stato, 626 mila abitanti. Secondo quanto scrive Mother Jones, “Big food” sarebbe ad un bivio, ovvero scegliere se optare per un’etichettatura trasparente per tutte le sue produzioni in qualsiasi Stato destinate oppure se pensare ad una soluzione particolareggiata per il Vermont.

Cos’è il Dark Act

Attualmente le aziende produttrici di Ogm negli Stati Uniti non devono etichettare gli alimenti contenenti Ogm. Tuttavia, un certo numero di Stati ha preso in considerazione l’etichettatura. Poche di queste iniziative sono state approvate e i produttori di alimenti Ogm hanno speso milioni per combattere le etichette proposte. Ma le aziende produttrici di alimenti Ogm affermano che le differenze tra Stato e Stato per quanto riguarda i requisiti di etichettatura potrebbero essere costose e si sono date da fare per frenare le leggi in materia di etichettatura a livello federale sin dal 2013. Il “The Safe and Accurate Food Labeling Act″ fa parte di questo sforzo. Si tratta della proposta per creare una norma nazionale in materia di etichettatura degli organismi geneticamente modificati (Ogm) all’esame del Senato dopo aver superato il voto della Camera. Se approvata, la proposta di legge permetterebbe ci ignorare le leggi statali che richiedono l’etichettatura degli alimenti contenenti ingredienti Ogm.

“Big food” ad un bivio

Intanto, in Vermont è una corsa contro il tempo perché il 1° luglio si avvicina e “Big food” ha intrapreso una doppia azione: legale e politica. Innanzitutto le aziende – con i loro sostenitori politici – hanno citato dinanzi alla corte federale lo stato del Vermont chiedendo di fermare l’entrata in vigore della nuova legge in quanto sarebbe troppo onerosa. Politicamente, invece, sta cercando al Senato una maggioranza ampia in modo da portare a casa il “risultato” nel minor tempo possibile. Un risultato che non accontenterà la popolazione americana che il grande maggioranza si è schierata a favore dell’etichettatura obbligatoria (66%).

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Valentina Corvino

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