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“Prime”, il giochetto di Tim a spese degli utenti

Servizi a pagamento “imposti” a clienti distratti. Non si fa in tempo a bloccare una pratica scorretta di un operatore telefonico, che subito arriva una nuova iniziativa simile.
Stavolta è Tim (pochi mesi fa era Vodafone con il servizio Exclusive) che prova ad attivare illegittimamente – cioè senza un consapevole consenso da parte dei suoi utenti – l’offerta Tim Prime. È infatti in corso una massiccia campagna pubblicitaria che, tramite sms, invita i clienti dell’azienda ad accettare il nuovo servizio.

In un modo poco chiaro e trasparente, però, a leggere il testo del messaggio che i clienti Tim riceveranno fino ai primi di aprile:

“Cambiano le condizioni economiche del tuo piano base: a partire dal 10/4, con 49cent/sett in più avrai chiamate e SMS illimitati vs un numero TIM. Inoltre potrai richiedere gratis i vantaggi esclusivi x i clienti TIM Prime: ogni settimana biglietti cinema2x1, assistenza diretta di un operatore TIM al 800.000.916, possibilità di vincere smartphone con Ricarica+. Puoi recedere senza penali o passare ad altro operatore entro il 9/4. Per info o rinuncia alle novita’ e mantenere le attuali condizioni chiama il 409162. Scopri i vantaggi e inserisci il numero amico su www.tim.it/Prime”.

SERVIZIO OPZIONALE: OCCORRE IL CONSENSO DEL CLIENTE

Il messaggio si presta a fraintendimenti: intanto sembra imporre al cliente che lo riceve un cambiamento delle condizioni economiche del piano base, cioè una vera e propria modifica contrattuale unilaterale che non gli lascia scelta se non quella di recedere dal contratto.
Ma non è così. Tim Prime è invece un servizio opzionale che si può acquistare al costo di 49 centesimi a settimana (circa 2 euro al mese) per effettuare chiamate illimitate e inviare sms illimitati verso un numero TIM. Acquistare volontariamente, non certo “imporre” senza il consenso del cliente.

Scegliere il servizio, poi, dà la possibilità di usufruire dei “vantaggi esclusivi” elencati nel messaggio, come andare al cinema in 2 al prezzo di 1 biglietto; parlare con un operatore Tim attraverso il Servizio di assistenza dedicato; navigare in 4G; e “trasformare” le Ricariche in Ricarica+ per partecipare a un concorso a premi.

Ma l’sms conclude informando il cliente che può recedere senza penali o passare ad altro operatore prima del 9 marzo (la deadline oltre la quale il servizio in pratica si attiverà). Un’informazione che pare offrire al cliente che non vuole Tim Prime un’unica via d’uscita: la risoluzione del contratto con Tim.

LA DENUNCIA DELL’ADUC ALL’ANTITRUST

Contro quella che sembra avere tutti i contorni di una pratica commerciale scorretta si è mossa l’Aduc. L’Associazione dei consumatori ha ritenuto inaccettabile che un servizio opzionale e a pagamento possa essere imposto al consumatore e per questo ha denunciato la pratica all’Agcm chiedendo l’apertura di un’istruttoria a carico di Tim e soprattutto, in via cautelare, la sospensione immediata del comportamento scorretto.

Per chi non è comunque interessato a Tim Prime, Aduc suggerisce di disattivare subito il servizio, chiamando il numero 409162; inviare, via pec o a mezzo raccomandata AR una lettera di diffida e una segnalazione all’Antitrust.

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carla tropia

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