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Uova lavorate: basta silenzi sui metodi di allevamento delle galline

Sono sempre di più i consumatori che al momento di acquistare le uova si accertano che le galline siano allevate in maniera adeguata e rispettosa. E lo fanno verificando in confezione il tipo di allevamento da cui sono state prodotte. Le uova di Pasqua pre-colorate e le uova lavorate non ricadono sotto questo obbligo. Nella pasta, nei prodotti da forno oppure nella maionese sono impiegate uova da allevamento in gabbia, senza che i consumatori se ne possano accorgere. Il Ctcu, il Centro tutela consumatori e utenti ora chiede  che anche nei prodotti preconfezionati debba essere indicato il tipo di allevamento delle galline.

Alcuni produttori e catene di supermercati quali “Coop” hanno già reagito, e puntano sull’etichettatura “positiva”. Ma secondo l’associazione dei consumatori è comunque troppo poco. Secondo stime di esperti, la porzione di uova processate nei prodotti alimentari ammonta al 50% del mercato totale delle uova. Una grande riserva di uova da allevamento in gabbia, che viene “taciuta” ai consumatori.

Per acquisti di uova che rispettino i diritti degli animali, il CTCU, fino a che non venga posto rimedio alla lacuna sopra evidenziata, consiglia di acquistare prodotti con etichettatura volontaria che indichi: “uova da allevamento all’aperto”. Anche nei prodotti biologici le uova devono rispettare i criteri “a misura” di animale, previsti dalle norme UE sul biologico.

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Secondo la normativa in vigore le uova in commercio, oltre a  una etichettatura che ne identifichi la categoria e ne consenta la “tracciabilità”, devono essere etichettate anche secondo il metodo di allevamento.

Dal 2004 il sistema di etichettatura prevede che su ogni guscio vi sia un codice.

Se, per esempio, troviamo un codice stampato come questo 0IT045TO001, come lo interpretiamo?

“0”
la tipologia
di allevamento;

“IT”
una sigla che identifica lo Stato di produzione;

“045TO”
un codice riferito
al Comune di produzione; una sigla riferita alla
provincia di produzione;

“001”
un codice relativo all’azienda in cui la gallina
è stata allevata;

Quattro le tipologie di allevamento:

codice “0”: allevamento biologico – l’animale è libero in un terreno coltivato a biologico, viene nutrito con mangimi biologici (integrati con al massimo un 20% di mangime tradizionale);

codice “1”: allevamento all’aperto – le galline possono razzolare all’aperto per alcune ore al giorno;

codice “2”: allevamento a terra – le galline sono chiuse in capannoni dove possono, però, razzolare liberamente;

codice “3”: allevamento in gabbia – le galline sono rinchiuse all’interno di capannoni, in gabbie arricchite.

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Roberto Quintavalle

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