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Lav, nelle piazze contro le sperimentazioni sugli animali

“Aiutali a uscirne”: è il nome della campagna della Lav contro la sperimentazione sugli animali per testare le sostanze che danno dipendenza come fumo, alcol e droghe.

I volontari della Lav saranno nelle principali piazze italiane nei prossimi due weekend, 5-6 e 12-13 marzo per invitare i cittadini a firmare una petizione rivolta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per fermare queste pratiche anacronistiche e sostanzialmente inutili, che arrecano agli animali sofferenze atroci.

Nell’occasione saranno in vendita anche le uova di Pasqua della Lav, il cui ricavato andrà a finanziare la vera ricerca etica, quella senza animali.

 

TEST CRUDELI E INAFFIDABILI

Quel che è assurdo – spiega al Test-Salvagente la biologa Michela Kuan, responsabile Lav vivisezione – è che ancora oggi, nel 2016, in Italia si continuino a testare gli effetti di fumo, alcol e droghe sugli animali, sottoponendoli a test terribili e dolorosi, a costrizioni fisiche e violenze inaudite che durano anche per molti giorni fino alla loro soppressione. Per cosa poi? Che il fumo faccia male, è già accertato. Che i risultati ottenuti su specie diverse dall’uomo siano inaffidabili, pure. Lo dimostra ad esempio il fatto che il 95% dei farmaci testati sugli animali non supera poi i test sull’uomo. Insomma, le sperimentazioni su topi e ratti sono inutili, l’organismo umano è molto più complesso e sul suo funzionamento influiscono anche il contesto sociale e il profilo psicologico, non ricreabili per gli animali”.

 

DAL PROSSIMO ANNO STOP AI TEST SUGLI ANIMALI

La campagna della Lav accende i riflettori sul decreto legislativo n. 26 del 2014 che ha fissato al 1° gennaio 2017 l’entrata in vigore del divieto di utilizzare gli animali per effettuare i test sulle sostanze d’abuso e anche per gli xenotrapianti, trapianti tra specie diverse in cui vengono utilizzati organi o tessuti di suini e primati.

“Il nostro timore – ammette la dottoressa Kuan – è che, come purtroppo spesso avviene in Italia, possa intervenire qualche proroga che vanifichi il risultato ottenuto con questa legge. D’altro canto, le resistenze al divieto di queste sperimentazioni sono sempre molto forti, per cui noi chiediamo che il decreto venga rispettato fino in fondo e che non ci si pieghi a interessi di parte, economici e di carriera, che al contrario spingono per il mantenimento della sperimentazione animale”.

“Noi siamo per una ricerca giusta, etica – conclude la Kuan – in cui il modello sia l’uomo, non gli animali”.

 

LE SPERIMENTAZIONI

In Italia le sostanze d’abuso (alcol, fumo e droga) sono testate per lo più su topi e ratti e quasi sempre senza anestesia, mentre all’estero gli studi sulle droghe possono essere condotti anche sulle scimmie. Ad accomunare le diverse esperienze è comunque sempre la sofferenza cui sono sottoposti gli animali nei laboratori di ricerca.

Solo per fare un esempio, All’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per studiare gli effetti tossici dell’esposizione all’alcol nei neonati, alcuni cuccioli di ratto sono stati separati dalla madre e messi in una gabbia per tre ore al giorno, costretti a inalare densi vapori di alcol. Al termine dell’esperimento, durato complessivamente tre mesi, ad alcuni animali sono state iniettate direttamente nel cervello, sotto anestesia, alcune sostanze chimiche, per poi sopprimerli dopo quattro giorni. Un altro gruppo, invece, è stato direttamente ucciso e sezionato.

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carla tropia

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