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PayPal, più facile ottenere i rimborsi

L’Antitrust “costringe” PayPal a modificare le Condizioni d’uso diffuse sul proprio sito Internet, eliminando alcune clausole vessatorie. Una buona notizia per i consumatori che consegue al procedimento avviato dalla stessa Autorità nei confronti della società sulla base delle segnalazioni di alcune associazioni di consumatori e di singoli consumatori. Procedimento che si faceva carico di chiarire, appunto, se le clausole segnalate erano o no “vessatorie”, ovvero particolarmente oscure e incomprensibili, in grado di alterare, a svantaggio del consumatore, l’equilibrio del rapporto contrattuale.

Le clausole bocciate dall’Agcm sono contenute nella condizioni contrattuali predisposte dalla società, in vigore dal 1° luglio 2015, e divulgate on line (sul sito www.paypal.it), ai fini dell’utilizzo e dell’esecuzione dei servizi di pagamenti online tramite il sistema PayPal.

LE CLAUSOLE MODIFICATE

In particolare, tra le clausole “corrette” da PayPal vi è quella contenuta nel Programma Protezione Acquisti (PPA), che limitava la possibilità di ottenere i rimborsi: la sua eliminazione consente ora all’acquirente che possa provare la mancata consegna di un prodotto di usufruire del rimborso anche quando il venditore attesti a sua volta l’avvenuta consegna o spedizione.

Inoltre, l’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha riguardato:

  • la clausola sul mancato utilizzo del Programma Protezione Acquisti (PPA) per oggetto “Notevolmente non conforme alla descrizione: questa clausola è stata considerata vessatoria perché non definiva chiaramente il concetto di prodotto “Notevolmente non conforme alla descrizione” ma riportava solo “alcuni esempi non esaustivi”, riservando così, alla società, un ampio margine di discrezionalità nella verifica delle effettive difformità; in pratica, limitava l’applicazione dei rimborsi garantiti da PayPal in caso di consegna di un bene difforme dalla descrizione;
  • le clausole sulla legislazione applicabile e la giurisdizione competente: queste sono state considerate vessatorie in quanto in grado di determinare un significativo squilibrio dei diritti e obblighi dei consumatori, prevedendo l’applicabilità della legge inglese e la competenza delle corti inglesi o del Lussemburgo, in deroga al principio della competenza del foro di residenza del consumatore.

Le nuove clausole contrattuali, già disponibili on line, entreranno in vigore il 23 marzo prossimo.

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carla tropia

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