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Olio, sequestrato falso Igp Toscano: “Era pugliese e greco”

La rotta che seguiva l’olio era quella che dalla Puglia arriva in Toscana, in particolare nelle province Grosseto, Firenze, Arezzo, Siena dove l’extravergine pugliese veniva etichettato come Igp Toscano. E magari prima ancora l’olio era stato importato dalla Grecia per essere poi “nazionalizzato” in provincia di Foggia. Il Corpo forestale dello Stato coordinato dalla Procura di Grosseto ha sequestrato 200 quintali di falso Igp Toscano e indagato 47 persone (titolari di frantoio, commercianti e imbottigliatori) per frode in commercio (515 codice penale) e contraffazione di marchio Igp (517 quater).

L’analisi del Dna

Lo stratagemma è stato scoperto anche grazie all’analisi del Dna della cultivar, giò impiegato con successo dalla forestale nell’inchiesta della Procura di Bari sul falso made in Italy, che consente di risalire alla provenienza territoriale della materia prima.  Le indagini, spiega in una nota il Corpo forestale, sono partite dall’esame delle attività di alcuni soggetti che acquistavano olio greco per poi cederlo come olio italiano o addirittura toscano Igp, e si sono estese fino a rivelare come lo stesso tipo di frode venisse perpetrato – in forme e in quantità diverse – da una estesa pluralità di soggetti.
“L’attività illecita – spiegano gli inquirenti – è stata possibile con la connivenza di titolari di frantoi che hanno simulato false moliture e accettato pari quantitativi di olio in nero proveniente dalla regione Puglia, inquinando con queste false partite il prodotto di pregio dell’olio della Toscana. La carenza di produzione di olio nazionale (campagna 2014, ndr) non può giustificare le azioni illegali con le quali si ‘fabbricano’ tonnellate di olio nostrano con false certificazioni e transazioni”.

Il Consorzio: “Tolleranza zero con i frodatori”

Sulla questione è intervenuto il presidente del Consorzio Igp Toscano, Fabrizio Filippi: “Tolleranza zero nei confronti di frodatori e contraffattori che macchiano l’immagine e la credibilità dell’olio extravergine di oliva toscano”. Tutto è partito, come riporta Teatronaturale.it – proprio da una segnalazione del Consorzio di tutela. “Abbiamo riscontrato frangiture anomale – ha spiegato Filippi – e abbiamo sollecitato l’organismo di controllo a indagare, di concerto con le autorità. Ripeto: l’olio Igp Toscano ha un nome e una credibilità da difendere a livello nazionale e internazionale. Il Consorzio è stato, è e sarà sempre vigile di fronte a potenziali irregolarità. Non facciamo sconti a nessuno e non accettiamo macchie sull’immagine del nostro olio. Abbiamo piena fiducia nella magistratura. Questa operazione dimostra che laddove c’è attenzione e ci sono controlli i truffatori vengono scoperti e puniti, a tutto beneficio delle aziende oneste e sane del territorio toscano.”

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enrico cinotti

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