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Proteggiamoli dalle creme protettive: guida alla scelta

A dar retta alla pubblicità, per alleviare o prevenire arrossamenti e irritazioni la soluzione è solo una: utilizzare una crema a base di ossido di zinco da spalmare generosamente sui glutei del bebè a ogni cambio di pannolino. Vero, per lo meno dal punto di vista di efficacia, anche se è bene utilizzare una crema solo in caso di arrossamenti. Quello che è un po’ meno vero è che un flacone valga l’altro. Analizzando con attenzione le etichette di questi prodotti, il rimedio potrebbe rivelarsi anche peggiore del male vista la massiccia presenza di sostanze chimiche poco tranquillizzanti.

Nei dieci prodotti (da Coop a Chicco, da Fissan a Baby Foille passando per Nivea, Pasta Hoffmann e Dermogella) esaminati da Test-Salvagente, in edicola dal 23 febbraio e disponibile nello sfogliatore on line (www.testmagazine.it), abbondano ad esempio gli ingredienti potenzialmente allergizzanti – come la lanolina, i profumi, alcune fragranze – e i petrolati. Questi ultimi sono sostanze ricavate dal petrolio per distillazione, molto gradite alle mamme perché donano alla pelle dei bambini un aspetto liscio e morbido creando una pellicola protettiva, ma che possono interferire con la traspirazione cutanea e causare pericolose infezioni batteriche.

Troppa formaldeide, poco ossido di zinco

Ma c’è di peggio. Spuntano anche un potenziale cessore si formaldeide (l’imidazolyn urea), il fenossietanolo (sospettato di tossicità per la riproduzione e lo sviluppo), alcuni parabeni (potenziali disturbatori endocrini), e i Peg, da evitare nei bambini a causa della possibile contaminazione con sostanze tossi- che ed irritanti come il diossano.

A controbilanciare questo impressionante carico di sostanze chimiche dannose dovrebbe esserci l’ingrediente principale, ovvero l’ossido di zinco, i cui effetti benefici su arrossamenti e irritazioni sono noti e comprovati da tempo. Peccato che nella maggioranza dei prodotti testati la sua concentrazione sia incredibilmente minima o addirittura non menzionata in etichetta. Ad eccezione di un campione del test, che contiene ben il 45% di sostanza, la percentuale in peso di ossido di zinco mediamente non supera infatti il 20-27%, con punte minime del 4-10%.

Anche l’impiego di emollienti naturali come l’olio d’oliva, la calendula, il burro di karitè, non è molto frequente: essendo sostanze pregiate ma costose, sono poche le aziende che scelgono di aggiungerle nell’elenco finale degli ingredienti.

La guida dell’etichetta

Per trovare le creme delicate per davvero, quelle che non contengono le sostanze incriminate e bene saperle riconoscere in etichetta. Di seguito, un elenco degli ingredienti da tenere in considerazione oppure da scartare nella scelta di una crema protettiva.

OSSIDO DI ZINCO

Ottimo rimedio contro arrossamenti e dermatiti. La concentrazione va da pochi grammi percentuali a un massimo del 45%.

DERIVATI DEL PETROLIO

Abbondano perché donano levigatezza ed evita- no la disidratazione creando un film sulla pelle. Questa barriera artificiale può però determinare un effetto occlusivo dei pori e infezioni batteriche nei più piccoli.

FENOSSIETANOLO

Sospetto di tossicità per la riproduzione e lo sviluppo, questo conservante è presente in ben tre prodotti. C’è da dire che alcune aziende, come Coop, lo hanno eliminato dopo che una petizione del Salvagente ne chiedeva l’abbandono.

CESSORI DI FORMALDEIDE

Li troviamo come imidazolyn urea: un conservante che può cedere formaldeide, sostanza irritante e potenzialmente cancerogena. La presenza pregiudica il giudizio finale che non va al di là dello “scarso”.

PARABENI

Sono conservanti fortemente sospettati di interferire con il sistema endocrino e quindi con la fertilità.

PEG

Potrebbero essere contaminati da sostanze tossiche e irritanti come i diossani. Un punto in più a chi li evita.

POTENZIALI ALLERGIZZANTI

Ci sono i profumi, le fragranze, alcuni conservanti (alcol benzilico e metilisotiazolinone) e la lanolina.

INGREDIENTI INDESIDERATI

Potenzialmente irritanti sono il Bha e il Bht. Il disodium Edta, invece, è scarsamente biodegradabile e dunque a rischio per flora e fauna marine.

EMOLLIENTI NATURALI

Abbiamo premiato la presenza di oli vegetali, burro di karitè, camomilla ed altri ingredienti naturali dal potere emolliente.

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Linda Grilli

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