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Energia, consumatori a Renzi: “No a liberalizzazioni di facciata”

In nome di una liberalizzazione di facciata si sta predisponendo un provvedimento che ha come obiettivo quello di prelevare soldi dalle tasche di milioni di cittadini per trasferirli in quelle di operatori che svolgeranno lo stesso servizio di prima, se non peggiore, a prezzi assolutamente immotivati. E’ quanto sostengono Federconsumatori, Adusbef, Unione Nazionale Consumatori, Lega Consumatori, Adoc, Rete Consumatori Italia (Codici, Casa del Consumatore e Assoutenti) e Codacons in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro Federica Guidi in cui prendono le distanze dal Ddl concorrenza nella parte in cui si parla di energia elettrica.

In particolare – denunciano le associazioni – nelle scorse settimane è stata introdotta nella norma una nuova previsione, secondo cui i clienti che il primo gennaio 2018 non avranno scelto il proprio venditore verranno riforniti da un “servizio di salvaguardia”. Tale servizio verrà assegnato agli operatori privati “a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero”. Il che, tradotto – aggiungono le associazioni – significa “a prezzi molto alti”.

Il mercato libero – scrivono le associazioni – è stato, fino ad oggi, poco o per nulla attraente per gli utenti domestici. Ne è prova il fatto che a tutt’oggi il servizio di maggior tutela rifornisce circa 25 milioni di clienti domestici e piccole imprese, contro i dieci del mercato libero. Nel momento in cui scatterà l’assegnazione delle utenze ai fornitori, che se le aggiudicheranno tramite aste appositamente costruite per esprimere prezzi molto alti (oggi la salvaguardia può costare anche quattro volte il normale prezzo dell’energia), è altamente probabile che la misura riguarderà milioni di utenti. A voler essere ottimisti, almeno 10 milioni (dieci milioni!) di utenze, che corrispondono a circa 20 milioni di persone.

 

 

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Valentina Corvino

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