News

Canada, muffa nelle tazze Tommee Tippee per bambini

Ogni genitore vuole il meglio per il proprio bimbo, non c’è dubbio. E adopera ogni cautela per la sua salute: lava, sterilizza e disinfetta ciucci e biberon, tazze e vestitini. Ma a volte le precauzioni non bastano.

Il papà canadese Simon Proulx, di Edmonton, preoccupato per la salute precaria del figlio di 18 mesi, con problemi di respirazione che non miglioravano nonostante le cure, ha fatto una scoperta incredibile, che ha poi messo in relazione con gli acciacchi del bambino: il beccuccio della tazza Tommee Tippee con sistema antigoccia da cui il piccolo ogni giorno si dissetava era pieno di muffa, annidata lì chissà da quanto tempo. Ma non per negligenza dei genitori.

 

LA TAZZA NON SI SMONTA, DIFFICILE PULIRLA

La tazza del marchio britannico Tommee Tippee, infatti, a differenza della maggioranza di altri modelli in commercio non è completamente smontabile per la pulizia. Ciò significa che, anche lavandola con cura, la valvola può mantenere dell’umidità che favorisce lo sviluppo della muffa. Tanto che il papà canadese ha scoperto la presenza indesiderata solo rompendo il dispositivo.

Poi ha raccontato la vicenda su Facebook e ha scoperto così, in poco tempo, che tantissimi altri genitori avevano avuto lo stesso problema, con figli con sintomi simili (il post è stato condiviso più di 45.600 volte). C’era chi si era accorto della muffa dal cattivo odore che emanava la tazza, e chi ne aveva avuto certezza rompendo la valvola con coltelli, forbici, pinze e stuzzicadenti.

 

LE SCUSE DELL’AZIENDA

L’azienda, subito contattata, ha ammesso di essere a conoscenza del problema perché aveva già ricevuto altre segnalazioni. Si è scusata con la propria clientela e ha assicurato che sta indagando sulla vicenda, offrendo anche la sostituzione gratuita della tazza.

Il problema riguarda più mercati, con casi segnalati oltre che in Canada in Gran Bretagna e in Francia, perché le tazze Tommee Tippee sono vendute in tutto il mondo.

 

Ecco la risposta che l’azienda ha postato sul suo profilo Facebook del Nord America, da cui la vicenda è partita.

“Grazie per la vostra pazienza. Prima ci piacerebbe assicurarvi che la salute e il benessere del bambino è il fulcro di tutto ciò che facciamo, e stiamo prendendo molto sul serio le attuali preoccupazioni circa la nostra tazza con sistema antigoccia.

Vendiamo milioni di tazze a livello globale ma sappiamo da recenti post sui social media, che alcune persone hanno avuto problemi con la pulizia della valvola. Per questo ci scusiamo sinceramente […]. Abbiamo pertanto dato ascolto ai nostri clienti, e ci sarà il lancio di una nuova tazza antigoccia nei prossimi mesi.
La nuova tazza avrà un pezzo formato da due valvole che può essere usato con diversi tipi di liquido ed è più facile da pulire.

Nel frattempo, sono immediatamente disponibili delle valvole trasparenti per i genitori che hanno delle preoccupazioni. La valvola trasparente permetterà di vedere dentro e darà la sicurezza che la valvola sia pulita […]. In alternativa, saremo lieti di sostituire la tazza con altro modello. Le opzioni saranno fornite gratuitamente contattando il servizio consumatori […]”.

 

PERICOLI NASCOSTI DOVE MENO CE LO ASPETTIAMO

La presenza di muffa in un prodotto per bambini mette certamente in allarme. Quel che ci si chiede è se e quanto ciò possa essere dannoso per la salute dei più piccoli.

In Canada, tra l’altro, c’è già stata anche una presa di posizione dell’Autorità Sanitaria che, informata del problema, ha affermato di “continuare a raccogliere informazioni sull’incidente”, specificando che se il prodotto comporta un rischio per la salute, delle misure saranno rapidamente prese.

Ma il rischio muffa può concretizzarsi anche in altri oggetti di uso comune per un bebè: “giocattoli come fischi e trombette, ad esempio – ci dice Alberto Ritieni, docente di Chimica degli alimenti all’Università Federico II di Napoli – sono ricettacoli di batteri, ma non si pensa quasi mai di lavarli con cura; così come le intercapedini dei ciucci antisinghiozzo o gli angoli morti dei piatti in cui si riscalda il cibo. Sono tutti oggetti caratterizzati dalla presenza di filtri o barriere che, se non perfettamente puliti, possono diventare habitat perfetti per il proliferare di muffe e batteri dannosi per la salute dei bambini”.

Precauzione e buon senso ci devono indurre, quindi, ad acquistare prodotti che siano facilmente smontabili in ogni loro parte per garantire una perfetta pulizia. Lavare e disinfettare anche gli oggetti, come i giochi, che finiscono sempre in bocca ai bambini e sostituire filtri e membrane usate più volte. Perché la muffa c’è anche se non si vede.

“Anche l’aerosol, l’apparecchio medico utilizzato per liberare le vie respiratorie del bambino deve essere accuratamente lavato dopo ogni utilizzo – conclude il professore – altrimenti il rischio è di fargli assumere germi e microbi in quantità elevata”.

Previous post

L'Iss "assolve" l'olio di palma ma avverte: "Dosi limitate per bimbi"

Next post

Glifosato, Wwf: "Monitoraggio necessario anche in Italia"

The Author

carla tropia

carla tropia