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Grano, controlli al Porto di Bari alla ricerca di micotossine

Il Corpo Forestale dello Stato della Puglia ha fermato 4 navi contenenti grano appena attraccate al porto di Bari. Dopo il controllo documentale, ha effettuato una prima analisi delle micotossine attraverso un Kit innovativo all’interno della postazione mobile allestita per l’occasione. Un’analisi più approfondita per accertare la reale qualità del grano e la presenza di metalli pesanti sarà effettuata in laboratorio, su disposizione dalle Procure di Bari e Trani. Le navi interessate sono la Ecopride con 44.647 tonnellate di grano proveniente da Cristobal (Panama), la Wes Nicole di 3037 tonnellate di stazza, proveniente da Dover (Regno Unito), la Glory One e la Emerald Star, provenienti rispettivamente da Vancouver e Montreal con un carico complessivo di altre 80mila tonnellate circa.

Il pericolo Deossinivalenolo

“Bisogna dare certezze – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – sulla qualità del grano straniero che dopo un lungo periodo di navigazione nelle navi sbarca in Puglia per produrre pasta e pane senza alcuna indicazione in etichetta della reale origine. Se il grano è contaminato da micotossine, risultano contaminati anche pane e pasta perché sono resistenti alle alte temperature. Non meno preoccupante la contaminazione da Deossinivalenolo (DON). I parametri europei relativi ai limiti di DON (1750 ppb) sui cereali utili all’alimentazione umana sono quasi “doppi” rispetto a quelli imposti in Canada (1000 ppb). In altre parole in Europa e, quindi, anche in Italia è commestibile e può essere somministrato anche ai bambini ciò che in Canada non va bene neppure per gli animali”. La stessa EFSA ritiene che l’assunzione alimentare per infanti (0-6 mesi) e bambini tra gli 1 ed i 3 anni, ma anche adolescenti e bambini in genere, possa essere motivo di preoccupazione, in quanto sono in una fase iniziale della vita (ed in ragione del peso corporeo relativamente basso).

I risultati del nostro test

Una contaminazione rilevata anche dal nostro test sugli spaghetti che ha evidenziato valori di DON entro i limiti per gli adulti ma ben oltre quelli di sicurezza per la prima infanzia.

Da dove viene il grano?

Il fermo di oggi del Corpo Forestale dello Stato pone nuovamente l’attenzione sulla necessità di un’etichettatura di origine obbligatoria: “Vanno affrontate una volta per tutte – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – in maniera drastica tre storture fondamentali che condizionano fortemente l’andamento del settore, quali l’assoluta mancanza di norme che regolano il mercato mondiale, come l’etichettatura di origine obbligatoria e la tracciabilità delle produzioni, le importazioni speculative e il divario dei prezzi corrisposti alla produzione rispetto al consumo. Ogni anno riprende la solita routine speculativa dove il grano duro subisce contrazioni di prezzo talvolta inspiegabili visto che il mercato comunitario quota in maniera superiore a parità di caratteristiche. Noi siamo sempre ai limiti del costo di produzione”.

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Valentina Corvino

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