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Australia contro il made in Italy: “Dazi sul pomodoro tricolore”

Il governo federale australiano ha stabilito che gli esportatori italiani di pomodori in scatola Feger e La Doria, due aziende conserviere dell’agro nocerino-sarnese, sarebbero colpevoli di dumping di prodotto in Australia, cioè di immissione di prodotto sottocosto, a detrimento dell’offerta locale. Le due società nel 2014 erano riuscite a evitare misure analoghe comminate a ben 103 aziende conserviere italiane alle quali erano stati imposti dazi dal 2 al 9% sul prezzo di vendita. Adesso è toccato a loro: il ministero dell’Industria di Canberra, infatti, ha previsto dei dazi aggiuntivi pari all’8,4% per Feger e al 4,5% per La Doria.

Le perdite per l’azienda locale

L’inchiesta, promossa un anno fa su impulso di Spc Ardmona, l’azienda che, oltre ai pelati e ai pomodori in scatola, si occupa di imbottigliare la Coca Cola in Australia: l’azienda accusava le imprese conserviere di aver incassato un miliardo di aiuti europei tra il 2010 e il 2014. Secondo la ditta australiana, dal 2010 il dumping di pomodori in scatola provenienti dall’Italia avrebbe causato un ingente danno materiale, tra cui una perdita del 40% dei suoi volumi e una redditività ridotta visto che non riesce a competere con il prezzo della merce italiana proposta a prezzi inferiori.

I nuovi schiavi stagionali

La decisione di Canberra – scrive il londinese Guardian – è arrivata dopo la pubblicazione di un rapporto dell’Ethical Trading Initiative, associazione di marchi globali e distributori che denuncia il fenomeno del caporalato nelle campagne del Meridione e le condizioni di lavoro nel settore della trasformazione del pomodoro. La relazione rivela «lo sfruttamento massiccio» degli immigrati nelle campagne italiane che in alcune situazioni sarebbero letteralmente «schiavizzati».

Il nostro test sul prossimo numero

Una denuncia a cui dedichiamo anche un servizio nel numero del nostro mensile in edicola dal prossimo 23 febbraio che ospita un test di laboratorio su 16 marchi di passate di pomodoro.

 

 

 

 

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Valentina Corvino

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