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Lo studio di Soffritti: “il sucralosio può provocare il cancro”

I dolcificanti artificiali continuano a far paura. Nella black list, oltre all’aspartame, ora c’è anche il sucralosio, edulcorante diffusissimo soprattutto negli Stati Uniti, dove è commercializzato con il nome Splenda, e usato anche nella Ue con la sigla E 955.
Quattro volte più dolce dell’aspartame, non si degrada con il calore (è termostabile), perciò può essere utilizzato in tutti i prodotti da forno o in bibite e alimenti a lunga conservazione. Come l’a­spar­tame, però, è sospettato di provocare il cancro. L’allarme è stato lanciato già nel 2012 a Londra, al congresso “Childhood Cancer 2012”, dal professor Morando Soffritti, direttore dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che da anni si occupa di dolcificanti artificiali.
I risultati della ultima ricerca, dimostrano che più alta è la concentrazione di sucralosio consumato, maggiore è la probabilità di sviluppare la leucemia e tumori maligni.
Già tre anni fa, nella presentazione a Londra, lo studio aveva provocato forti reazioni dell’industria, ma lo scienziato italiano non si è lasciato spaventare e ha pubblicato i risultati su International Journal of Occupational and Environmental Health.
Alla luce della pubblicazione di questo studio il Center for Science in the Public Interest (CSPI) statunitense ha declassato il sucralosio dallo stato “consumare con prudenza” a “evitarne il consumo”.
Soffritti, da parte sua, ripete l’avviso “donne in gravidanza e bambini dovrebbero smettere di bere bevande che contengono i dolcificanti artificiali, come il sucralosio e l’aspartame”.
E aggiunge “Per l’Unione Europea vorrei suggerire di applicare il principio di precauzione al fine di evitare l’uso e l’abuso indiscriminato di questi prodotti”.

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Roberto Quintavalle

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