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Glifosato, uno studio tedesco accusa: “Pane contaminato”

Uno studio dell’Agenzia federale per l’Ambiente (Uba) appena pubblicato in Germania lancia nuove accuse sulla pericolosità del glifosato, il pesticida riconosciuto dall’Oms come probabile cancerogeno. Allo studio hanno preso parte circa 400 volontari e ogni anno dal 2001 al 2015 sono state esaminate circa 40 campioni di urine. “In un periodo di quindici anni è stato riscontrato un netto aumento della concentrazione di glifosato nelle urine”, si legge nel comunicato dell’Uba.

Residui nel pane

Nel 2001 la presenza del pesticida era stata rilevata solo nel 10% dei partecipanti allo studio nel 2015 nel 40% dei campioni. Gli esami, come ha sottolineato l’Aiab, hanno regolarmente evidenziato la presenza di residui in prodotti alimentari come ad esempio nei prodotti della panificazione. Gli esperti ritengono che il pesticida possa essere assunto tramite l’alimentazione, ma questo punto non è stato ancora sufficientemente chiarito.
Il valore massimo riscontrato nelle urine è risultato 1.000 volte inferiore rispetto a quello ritenuto ragionevole dalle autorità europee, secondo cui una dose di 0,5 milligrammi per kg di peso corporeo non costituirebbe alcun pericolo per la salute umana.
L’Uba sostiene tuttavia la necessità di ulteriori ricerche in merito. “Dobbiamo migliorare i dati relativi agli effetti sull’uomo. Riguardo ai bambini specialmente sappiamo ancora poco e nulla”, ha spiegato il presidente dell’Uba Maria Krautzberger.

Monsanto fa causa alla California

Intanto la Monsanto, proprietaria dell’erbicida, ha avviato una causa legale contro la California, lo Stato che ha deciso di inserire il glifosato tra le sostanze chimiche che determinano il cancro. La multinazionale del biotech ha deciso di andare alla guerra legale forte del parere dell’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che, contrariamente all’Oms, sostiene che il glifosato non è una sostanza cancerogena.

 

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Ettore Cera

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