Provato per voi

Lo scaldino Imetec? Ci aspettavamo di più

In pieno inverno, all’apice della crisi economica, che costringe i più a un forzato risparmio nel riscaldamento delle loro dimore – anche legale -, cosa c’è di meglio che avvantaggiarsi del tepore di un oggetto apparentemente desueto, come lo “scaldino”? Giunge alla memoria dei non più giovani lo “scaldaletto” dei nostri vicini antenati, quasi sempre in metallo che, riempito delle braci del focolare, veniva usato, in definitiva, per rendere più accettabile una vita a quei tempi grama. Non che la storia sempre si ripeta ma di fatto stiamo assistendo a un grande revival di questo genere di oggetti.
Rivisitazione che ha coinvolto sempre più produttori, così come Imetec, che da qualche tempo realizza con successo diversi prodotti riscaldanti per uso personale; tra questi un oggetto definito “boule elettrica”, ovvero uno scaldino in versione moderna. Stiamo parlando dell’articolo codificato “BW03”, in vendita solo nel negozio on line, evoluzione di un prodotto del tutto simile, quest’ultimo invece reperibile nella tradizionale grande distribuzione.

PACKAGING ECCESSIVO

L’oggetto viene venduto confezionato in un imballaggio piuttosto ridondante: una scatola in cartoncino, con grafica esplicativa, che integra una “vetrinetta” in film trasparente (per permettere la visione della simpatica fodera); un ulteriore contenitore interno a cassetto, in cartone ondulato “microonda” – in “doppia parete” sui fianchi -, un altro elemento dello stesso materiale, due libretti d’istruzione in italiano e spagnolo (nei quali due parole di spiegazione sulla norma di smaltimento 2002/96/CE non sarebbero state sprecate). Il suddetto eccesso del packaging può tuttavia essere giustificato, in parte, per il fatto che la confezione è adatta a custodire il prodotto, per esempio quando la stagione non lo richiede (non determinando quindi la solita e inopportuna produzione immediata di un rifiuto). Il marketing del noto brand, nell’intento di attrarre l’attenzione del potenziale utente, dichiara che il dispositivo è stato realizzato con “tecnologia ceramica” sicché uno si aspetterebbe di leggere dettagliate informazioni circa questa invenzione. E invece nulla, se non frasi come “calore più duraturo (oltre 2 ore) e più uniforme” e “fornisce tanto calore più a lungo: ben 2 ore di coccole e relax”. Ma come? C’è qualcosa che sfugge, visto che boule elettriche molto più economiche, seppur comparabili solo in termini prestazionali (per lo più basate sulla più semplice tecnologia ad acqua, la cui elevata “capacità termica” è però ben nota), dichiarano temperature più elevate e una diffusione termica più prolungata (ancorché queste specifiche debbano essere verificate).

SOTTO LE ATTESE

In altre parole, ci si aspettava che questa nuova tecnologia avrebbe potuto garantire prestazioni molto più alte, ben più del fatto di essere “pronta in soli cinque minuti”, come se il freddo fosse così improvviso e micidiale da non permettere di attenderne dieci. Non è solo la limitata prestazione tecnologica a sorprendere (e a deludere!), quanto invece il costo del prodotto, probabilmente solo in parte giustificato dal ricorso a componenti stampati.
Detto ciò, lo scaldino Imetec funziona molto bene: il corpo a due valve in termoplastico bianco latte è confortevole, il cordone di alimentazione si innesta facilmente, e un controllo luminoso rosso si accende, per poi spegnersi automaticamente al raggiungimento di una temperatura interna adeguata (il produttore dichiara 50°C superficiali per circa 70 minuti, ottenuti con un assorbimento massimo di 365 W per circa 5 minuti); un interruttore può permettere di mantenere l’alimentazione collegata per un pronto utilizzo, la fodera di peluche grigio disegnata come un bustino infiocchettato rende l’oggetto, altrimenti banale (un concio “quadrilobato”), abbastanza gradevole. 
In definitiva abbiamo incontrato un buon prodotto, in termini assoluti, e anche carino, o piuttosto, sarebbe meglio dire… caro, effettivamente costoso.
 Lo scaldino Imetec è in vendita 
on line a 49,90 
euro (spedizione inclusa).

Previous post

L'auto si spegne in marcia: il mistero di GT Alarm

Next post

Fumo, vietato in auto con bambini e donne incinte

The Author

Sergio Antonio Salvi

Sergio Antonio Salvi