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L’auto si spegne in marcia: il mistero di GT Alarm

Trovarsi in autostrada, in corsia di sorpasso, e accorgersi che l’auto sta per spegnersi “è roba da infarto”. Ce lo assicura un nostro lettore che si è trovato in questa incredibile situazione e solo con una manovra azzardata è riuscito a portarsi sulla corsia di emergenza appena prima che il motore si spegnesse.

Ma cos’è successo? Il lettore ha un’auto con cambio sequenziale sulla quale ha installato un antifurto Gt Alarm. L’antifurto ha una sorta di scheda o piastrina che comunica con la centralina e deve essere sempre portata dal conducente in auto. È un sistema antirapina, più che antifurto, perché blocca l’avviamento del motore se l’auto viene guidata da un malintenzionato, che di certo non ha con sé la scheda.

“Credevo di non farcela”

Non è questo il caso del nostro lettore. “Io la scheda l’avevo con me – ci assicura – per cui non c’era motivo perché il sistema entrasse in funzione. Sta di fatto però che, appena uscito dall’aria di servizio e già in fase di sorpasso mi rendo conto che è entrato in funzione l’allarme: 30 secondi di clacson hanno preceduto il blocco del motore. Ho fatto appena in tempo a rientrare in corsia di emergenza, con una manovra che ha messo a rischio la mia sicurezza e quella degli altri automobilisti. Poi l’auto si è spenta”.

Ovviamente, negli attimi concitati mentre l’auto era ancora in marcia e l’allarme suonava, il lettore non ha fatto in tempo a individuare e premere il pulsante di emergenza che esclude l’antifurto ed evita il blocco.

I motivi dell’accaduto non sono chiari: scheda scarica? Guasta? Lo stabiliranno i rilievi che farà fare. Ma a prescindere da questo, è lecito porsi una domanda: è normale che un antifurto metta a rischio la vita di chi guida e di chi è per strada in quel momento? Anche se a guidare fosse stato il ladro il problema sarebbe stato lo stesso.

 

Un rischio inaccettabile

“Dal punto di vista legale – ci dice Vincenzo Ferrante di Konsumer Italia – non è consentito dalle attuali normative l’arresto in corsa dei veicoli in virtù di un allarme scaturito da una mancata autenticazione del proprietario. Gli antifurti satellitari hanno la funzione blocco avviamento motore che viene azionato da remoto da parte della centrale operativa nel momento in cui si accerta che alla guida vi è una persona non autorizzata alla guida. Una volta accertato il furto, la centrale invia un impulso da remoto che consente di non far ripartire il veicolo nel momento in cui arresterà la sua marcia. Spegnere il veicolo in movimento è un reato, poiché mette al rischio la vita di chi è alla guida e di chi può essere coinvolto da un incidente provocato. Nello specifico occorrerà accertare le responsabilità di chi ha messo a rischio la vita non solo di chi era alla guida ma anche di chi si trovava nei paraggi”.

 

LA RISPOSTA DELL’AZIENDA

Abbiamo contatto la GT Alarm per avere un chiarimento. L’azienda ha risposto escludendo che il sistema installato dal lettore possa procurare l’arresto dell’auto in marcia: “Il prodotto, conforme alla Direttiva UNECE R97, prevede l’attivazione del blocco avviamento solo a motore spento (NO blocco  a veicolo acceso o in marcia), cioè solo nel caso di un’azione volontaria di girare la chiave quadro veicolo in posizione OFF”.

L’azienda aggiunge che “è comunque prevista una sequenza di sblocco che permette all’utente in caso di smarrimento o malfunzionamento del sistema (batteria scarica), di poter sempre disattivare la funzione BLOCCO AVVIAMENTO tramite un apposito pulsante di emergenza”.

Il problema, però, resta. Se è vero che il Gt Alarm non può far fermare un’auto in marcia, questo è proprio quello che è successo a chi ci ha contattato. L’auto, dopo appena una trentina di secondi di allarme (clacson), si è spenta.
Di qualcuno la responsabilità deve pur essere. E, contando che l’allarme è stato istallato direttamente dal concessionario all’acquisto dell’auto nuova, sarà lui a dover spiegare…

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carla tropia

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