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Integratori cancerogeni: l’allarme europeo

Più di 7 integratori su dieci in Europa contengono sostanze cancerogene ben sopra i livelli ammessi. È questo il risultato decisamente allarmante di una ricerca effettuata dalla Commissione europea su oli di pesce e integratori alle erbe.

Il Centro Comune di Ricerca della Commissione europea ha testato 94 integratori alimentari alla ricerca di 4 marcatori appartenenti alla famiglia degli idrocarburi policiclici aromatici: benzo [a] antracene, crisene, benzo [b] fluorantene e benzo [a] pirene. Dei 94 campioni analizzati, 68 hanno superato i limiti per i quattro marcatori IPA dell’UE, mentre il benzo [a] pirene limiti sono stati superati in 49 dei campioni. Gli idrocarburi policiclici benzenoidi, detti anche aromatici poiché alcuni di essi emanano un caratteristico odore, sono composti derivati dal benzene (formula bruta C6H6). Gli Ipa sono presenti in vari alimenti, come cereali, oli vegetali, caffè, cibi cotti in casa, solitamente con metodi che comprendono l’affumicatura, il riscaldamento e l’essiccazione, oppure nei prodotti ittici di acque inquinate. La cottura casalinga, ad esempio alla griglia, la cottura arrosto e l’affumicatura, in particolare i cibi cotti sul barbecue a carbonella, può causare concentrazioni elevate di Ipa. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato alcuni Ipa, come il benzo [a] pirene come cancerogeni per l’uomo.

Ritornando ai risultati dello studio, la somma dei quattro marcatori Ipa ricercati varia tra meno di 0,25 e più di 700 microgrammi (mcg) per chilogrammo. I limiti alla concentrazione entreranno in vigore il prossimo 1 aprile e prevedono livelli massimi di 10 mg / kg di benzo (a) pirene e di 50 mg / kg per il benzo (a) pirene, benzo (a) antracene, il benzo ( b) fluorantene e crisene.

Sulle modalità della contaminazione i ricercatori non hanno saputo dare una risposta univoca così come è complicato misurare con certezza i livelli di Ipa negli integratori: i rappresentanti delle aziende hanno precisato, infatti, che la difficoltà risiede nell’applicazione di metodi analitici impropri.

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Valentina Corvino

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