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730 precompilato: l’Agenzia delle entrate sconfessa Renzi su spese mediche

Niente spese farmaceutiche nel 730 precompilato. L’Agenzia delle entrate si arrende e annuncia un anno di proroga per l’inserimento nella dichiarazione precompilata delle spese sostenute per l’acquisto dei medicinali. Cosa che invece il premier Matteo Renzi aveva promesso in più di un’occasione, da ultimo nell’ottobre 2015 quando diceva: «Dal prossimo anno nella dichiarazione telematica fiscale, che è una rivoluzione straordinaria, ci saranno anche le spese sanitarie».

Ma ora arriva lo stop. Per i medici e le strutture sanitarie è impossibile rispettare il termine del 1° febbraio entro cui sono chiamati a comunicare al fisco le spese sanitarie, per colmare quella che l’anno scorso è stata la lacuna maggiore dell’annunciata rivoluzione che ha costretto i contribuenti a integrare il 730.

Dunque, il direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, ha dovuto alzare bandiera bianca e ammettere che i contribuenti troveranno già caricati nel 730 precompilato solo le spese sostenute per le visite mediche, ma non ancora quelle sostenute per l’acquisto di farmaci.

Il rimpallo delle responsabilità

E di chi è la colpa?  “C’è un problema con le farmacie – ha detto la Orlandi durante un’audizione alla commissione bicamerale riportata dall’Ansa –  “alcune associazioni di categoria nonostante la legge hanno equivocato sul termine e non hanno conservato parte degli scontrini. C’è una difficoltà oggettiva della categoria, la memoria è stata cancellata e le informazioni sono irrecuperabili”.

Pronta la replica di Federfarma, la federazione dei farmacisti, che in un comunicato chiarisce che è vero che “i dati relativi alle spese sostenute dai cittadini in farmacia nel 2015 non potranno essere completi”. Ma il problema nasce dai tempi dell’intera procedura: “Solo l’11 agosto 2015 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto contenente le specifiche tecniche per l’invio dei dati ed è stato possibile procedere all’adattamento dei programmi gestionali delle farmacie. Inoltre, solo in agosto, con la pubblicazione di questo decreto, sono stati risolti anche i problemi di privacy, chiarendo le modalità con le quali il cittadino può esprimere il consenso o il diniego alla trasmissione di dati sensibili utilizzati per finalità diverse da quelle di carattere sanitario”.

Infine, con riferimento alle dichiarazioni del direttore dell’Agenzia delle entrate, Orlandi, anche il Garante della Privacy rimanda al mittente ogni allusione a eventuali responsabilità, confermando di aver rispettato modalità e tempi dei propri adempimenti e dimostrando “una fattiva e tempestiva collaborazione con l’Agenzia”.

Intanto, però, l’unica cosa certa è che bisognerà aspettare il 2017 per avere un 730 precompilato completo in ogni sua parte. O almeno si spera.

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carla tropia

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