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Cannabis, Alfano contro la depenalizzazione

Il Nuovo Centrodestra si oppone al disegno di legge sulla depenalizzazione delle droghe leggere. La proposta di legge, promossa dai senatori Luigi Manconi e Benedetto della Vedova come il Test-Salvagente ha raccontato nel numero di dicembre, e sostenuta da un folto gruppo interparlamentare di 220 firmatari appartenenti a tutti gli schieramenti politici, mira a ridurre il mercato illegale, la spesa per la repressione e i danni per la salute.

Produzione, vendita e consumo sono, secondo la proposta di legge, i tre passaggi decisivi del nuovo mercato legale. Per quanto la produzione, la legge prevede tre modalità: autoproduzione per autoconsumo indivi- duale, fino a un massimo di 5 piante di cannabis; autoproduzione di gruppo (i cosiddetti “Cannabis social club”), dove si possono associare fino a 50 persone; infine, la “filiera commerciale” diretta a chi non intende coltivarla da sé.

Il partito di Alfano punta i piedi e si oppone completamente alla depenalizzazione: chiedono che resti il carcere fino a un anno e la multa da uno a 4 milioni di euro per chi coltiva anche una sola piantina di cannabis, fosse pure a scopo terapeutico. Non è chiara ancora la posizione del governo Renzi ma, al pari della proposta di abolire il reato di immagrazione clandestina, l’esecutivo non vuole “turbare” l’opinione pubblica con decisioni prese senza una discussione ampia. Per cui si prevede un percorso tutto in salita per il ddl Manconi-della Vedova e la proposta di trasformare in illecito amministrativo la coltivazione della cannabis rischia di finire sul binario morto.

 

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enrico cinotti

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