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Usa contro Oms: “Sì alla carne rossa nelle nuove Linee guida”

Via gli zuccheri, che non dovranno rappresentare più del 10% delle calorie ingerite ogni giorno, stesso destino per i grassi saturi aggiunti come il burro, e pochissimo sale: dopo un anno di diatribe e polemiche tra esperti e lobbisti delle varie industrie, sono uscite le nuove linee-guida alimentari del governo americano.

I medici e le associazioni dei consumatori hanno definito queste indicazioni “un importante passo avanti” in una nazione in cui un terzo della popolazione adulta – quasi 79 milioni di persone – soffre di obesità: è la prima volta, infatti, che il governo Usa mette dei limiti precisi al consumo di dolci e grassi. Tuttavia non mancano le critiche come quelle del Center for Science and Democracy della Union of Concerned Scientists, un’organizzazione non profit con sede a Cambridge, in Massachusetts, secondo cui il governo avrebbe ceduto alle lobbies dell’industria casearia e di quella della carne. In effetti, fa riflettere il fatto che dopo solo pochi mesi dall’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla pericolosità di un consumo eccessivo di carne rossa e insaccati, non ci sia alcuna indicazione a riguarda nel documento Usa.

Era ottobre, infatti, quando l’International Agency for Research on Cancer inseriva le carni rosse e quelle lavorate come wurstel, pancetta ma anche prosciutti, salsicce, carne in scatola, secca o preparati a base di sughi di carne nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo e il benzene. I 22 esperti in quell’occasione avevano concluso che ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata mangiata ogni giorno aumenta il rischio di cancro colorettale del 18%. Il documento della Iarc si concludeva con una raccomandazione indirizzata ai governi di provvedere a mettere a punto nuove regole alimentari che tengano conto dei rischi e dei benefici: un avviso che in America è caduto nel vuoto, almeno fino 2020 quando non verranno emanate nuove Linee guida.

 

 

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Valentina Corvino

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