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Bollette Telecom: da 0,52 a 2 euro per le spese di spedizione

Da poco più di 50 centesimi a ben 2 euro. È l’incredibile aumento che subiranno i clienti Telecom/Tim per la periodica fatturazione se non accetteranno di adeguarsi alle nuove modalità telematiche imposte dall’azienda.

Ma andiamo con ordine. La segnalazione arriva dall’associazione dei consumatori Konsumer Italia che sta raccogliendo le lamentele di diversi cittadini che hanno ricevuto da Telecom una comunicazione per la modifica delle condizioni contrattuali secondo la quale “a partire dal 1°Febbraio 2016 […] Esclusivamente per i clienti che avranno attivato il servizio di domiciliazione bancaria o postale della fattura e che avranno configurato un indirizzo di posta elettronico associato al servizio, verrà attivato in automatico il servizio gratuito di ricezione delle fatture in formato esclusivamente elettronico. Viceversa, per i clienti che ricevono la fattura cartacea (ed eventualmente anche il bollettino postale), per scelta o perché non in possesso di entrambi i requisiti, verrà addebitato un importo mensile pari a 2 euro Iva inclusa, comprensivo delle spese di spedizione. Qualora non accetti le condizioni sopra indicate [… ] ha diritto di recedere dal suo attuale contratto senza costi dandone comunicazione scritta entro il 31 gennaio 2016 […].”

“Diciamo da subito che il costo delle spese di spedizione di Telecom/Tim, fino ad ora, è stato di 52 centesimi – ci spiega Valentina Masciari di Konsumer – e che questa variazione in aumento di importi relativi all’invio della fattura cartacea, in effetti riguarda anche altri gestori e non solo di telefonia”. Ma tant’è.

 

Dal 1° gennaio la Bolletta 2.0

In realtà, il cambio di passo sulla fatturazione è dovuto all’introduzione, dal 1° gennaio di quest’anno della cosiddetta Bolletta 2.0 voluta dall’Agcom per migliorare le informazioni al consumatore e per “semplificare e smaterializzare” l’invio della bolletta, prevedendo che di norma l’invio della fattura avvenga nella sola forma telematica, salvo che il contraente ne richieda l’invio in forma cartacea, pagando le spese di spedizione.

“Va bene il concetto di portare gradatamente il mercato verso questa formula – commenta Masciari – ma, sostanzialmente imporla e in caso contrario far pagare addirittura 2 euro invece che i 52 centesimi finora previsti, sembra veramente eccessivo”.

 

Così si nega il diritto di scelta

Dunque ci sono due problemi, uno di costi e l’altro di scelta negata. Basta pensare agli utenti più anziani che non hanno un indirizzo email e un collegamento adsl e Telecom non gli lascia scelta: o si adeguano o accettano l’aumento per l’invio del cartaceo.

La via d’uscita? Cambiare operatore, per giunta in tempi strettissimi e con i disagi che ogni migrazione comporta.

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carla tropia

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