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Smog, le 10 cose da fare in strada e in casa per difendersi

Milano spegne i motori, Roma (come Bergamo) impone le targhe alterne, Frosinone chiude il centro alle auto, in Emilia- Romagna si prepara una domenica a piedi in diversi capoluoghi, Torino incentiva l’uso del trasporto pubblico con un biglietto unico. La lotta allo smog impone scelte radicali da parte delle amministrazioni comunali. Del resto, a causa dell’inquinamento, secondo il Rapporto 2015 dell’Agenzia ambientale europea, ogni anno in Italia muoiono prematuramente 59.500 persone per l’inalazione di particelle fini (Pm 2,5), 3.300 persone per l’ozono (O3) e 21.600 persone per il biossido di azoto (NO2).

Il ritardo dei governi

La pianura Padana e alcune grandi città italiane sono tra le zone europee più inquinate e di recente l’iniziativa europea Aphekom, che ha studiato 10 città europee inclusa Roma, ha stimato che vivere al loro interno o vicino a strade trafficate, è responsabile del 15-30% di casi di asma nei bambini a partire dai primi mesi di vita, e fino ai 17 anni, di cardiopatia ischemica e di broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti con oltre 65 anni di età.

A spiegarci quali sono gli effetti dello smog sulla salute umana e a rivelarci come poterci difendere in attesa che i governi applichino delle politiche in grado di tutelarci realmente, è il professor Giovanni Viegi, direttore dell’Istituto di Biomedicina e Immunologia molecolare (Ibim) del Cnr di Palermo nonché docente di Effetti dell’inquinamento sulla salute presso l’Università di Pisa.”L’inquinamento atmosferico – spiega il professore – è associato a mortalità per malattie cardio-respiratorie, tumore al polmone, ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie (compresa la polmonite) e per asma, incidenza e riacutizzazione di asma, rinite allergica, sintomi respiratori (tosse, espettorato, respiro sibilante, difficoltà di respiro), riduzione della funzione respiratoria“. L’inquinamento atmosferico è un fattore di rischio che si può evitare. Lo afferma anche l’Organizzazione mondiale della sanità, la quale ha dato anche delle linee guide da seguire che, però, in Italia e in Europa non si stanno applicando. Non essendoci ancora politiche adeguate a combattere il fenomeno, né investimenti economici nel supporto della ricerca scientifica nel campo delle relazioni tra ambiente e salute, sta a noi cittadini intanto autotutelarci, mettendo in pratica una serie di precauzioni che possono evitarci malattie o, peggio, morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico.

Cosa fare (e non) per le vie della città

Ecco i consigli utili del professor Viegi per limitare l’esposizione agli inquindanti in città e dentro casa.

  • Se girate in città con la bicicletta, ai semafori sostate davanti alla prima macchina e non restate fermi in coda a respirare gas nocivi;
  • Se indossate una mascherina come fosse un filtro, sappiate che non tutte sono adatte contro lo smog: le comuni maschere non sono in grado di filtrare le polveri più sottili, ovvero quelle più nocive. Scegliete modelli grandi numerati in base alla loro efficienza filtrante. In giro per la città: le FFP1 (senza filtro) sono indicate per chi esce a piedi o in bici nei giorni in cui le polveri sottili superano i livelli di guardia e da chi soffre già di asma o disturbi respiratori. Le FFP2 e le FFP3 (con filtro) sono destinate a chi lavora all’aperto per molte ore;
  • Quando siete in auto, utilizzate il ricircolo interno dell’aria per evitare di respirare i gas di scarico, soprattutto se siete bloccati all’interno di una galleria o fermi in coda.
  • Correre fa bene ma d’inverno è meglio farlo solo quando è brutto tempo. Le giornate migliori per correre in città (parchi compresi) durante l’inverno sono quelle di pioggia e in generale di condizioni meteorologiche avverse. Il brutto tempo (vento, pioggia, neve) contribuisce a eliminare il particolato dall’atmosfera;
  • Programmate gli orari di uscita migliori per bambini e anziani. Le uscite negli orari prossimi a metà giornata (Mezzogiorno) sono preferibili dato che a queste ore vengono rilevate le concentrazioni più basse di inquinanti;
  • I bimbi piccoli devono stare in alto. Nello zaino porta bimbi o nel marsupio: i bambini in età da passeggino, quando sono in giro per le strade della città, meglio che non stiano… nel passeggino. Il particolato più insidioso è infatti quello che si trova vicino al suolo;
  • Evitare sempre le strade più trafficate, sia quando si è a piedi sia quando si è in auto, per restare meno tempo possibile esposti alle emissioni;
  • Se andate al bar o al ristorante, preferite stare all’interno in ambiente chiuso e climatizzato e mai seduti ai tavolini esterni.

Cosa fare (e non) in casa

Non bisogna dimenticare poi che le polveri sottili non si trovano solo all’esterno, ma entrano anche nelle case: per evitare di inalarle è opportuno seguire diversi accorgimenti quando siete tra le pareti di casa vostra.

  • Se siete in casa tenete chiuse le finestre, soprattutto se abitate ai piani bassi e fate circolare l’aria all’interno solo quando il traffico diminuisce;
  • Per ridurre l’ingresso di polveri sottili nella vostra casa, utilizzate gli zerbini per pulire le suole delle scarpe e infilatevi subito le pantofole. Chiudete porte e finestre quando il livello di smog è alto;
  • Tenete la casa pulita per evitare la ri-sospensione di particelle da tappeti e pavimenti. Dopo aver spazzato, lavate sempre i pavimenti con acqua e detergenti per eliminare la possibilità di polveri nell’aria;
  • In cucina devono essere sempre presenti i sistemi di filtraggio come le cappe, o adeguati ricircoli d’aria. La loro assenza rischia di trasformare la vostra cucina in una strada altamente trafficata;
  • Non cucinate con stili di cottura che producano polveri sottili, quindi evitate l’uso di olio ad alte temperature o il contatto diretto di alimenti su piastra che fanno schizzare in alto le concentrazioni di particolato fine. Durante la frittura, ad esempio, vengono liberate particelle finissime, meglio la cottura a vapore per evitarle;
  • Circondatevi di verde in casa. Anche le piante possono dare una mano ad abbattere le concentrazioni di inquinanti in ambienti chiusi, se si scelgono quelle giuste: il Ficus, la Dracena e la Gerbera sono quelle più indicate, in quanto riescono a rimuovere fino al 40% degli inquinanti presenti, quali la formaldeide (utilizzata nel trattamento di mobili) e il benzene;
  • Il caminetto è piacevole, dà calore ma… inquina con le emissioni esterne ed interne facendovi inalare grandi quantità di particelle fini ed ultrafini. Evitate quelli classici e preferite quelli chiusi e ad alta efficienza;
  • Nelle calde estati sappiate che i condizionatori fanno ricircolare l’aria filtrando le sostanze presenti; questo è un bene, ma ricordate che con il tempo la capacità filtrante diminuisce dunque bisogna controllare regolarmente i filtri ed eventualmente sostituirli;
  • In casa evitate di usare candele (normali o profumate) e incenso: accendetele solo se nell’ambiente ci sono finestre aperte e un’adeguata ventilazione;
  • Evitate l’uso di deodoranti, prodotti e profumi che hanno fragranze al pino o agli agrumi, perché possono reagire con l’ozono e formare particolati e formaldeide.

Rafforzare le difese immunitarie

Infine due ultimi consigli utili a rafforzare le difese del proprio corpo:

  • Le polveri sottili possono irritare gola, naso e provocare disturbi respiratori. Per favorire l’attività delle mucose respiratorie, essenziali per la pulizia del naso, è possibile praticare dei lavaggi nasali con semplici soluzioni fisiologiche;
  • La dieta può aiutarci a combattere gli effetti del particolato atmosferico. Preferitene una ricca di vitamine e antiossidanti. Ci si può aiutare con i colori per ricordare quali sono gli alimenti da non farsi mai mancare: per esempio in inverno scegliete frutta e verdura di colore rosso, durante tutto l’anno mangiate cibo di colore giallo e arancio e quello di colore verde. State sempre attenti al nero del fumo, sia quello dello smog, sia quello delle sigarette.

 

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Daniela Molina

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