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Glifosato, l’Istituto Ramazzini si propone per una ricerca indipendente

Il glifosato è cancerogeno oppure no? Il dibattito è acceso e l’interesse verso i potenziali rischi dell’erbicida più utilizzato al mondo è diventato maggiore dopo che nel giro di pochi mesi la Iarc e l’Efsa sono giunte a conclusioni opposto circa la pericolosità del glifosato. Mentre a marzo la Iarc ha inserito l’erbicida tra le sostanze del gruppo 2 A, potenzialmente cancerogene per l’uomo, l’EFSA, Autorità Europea per la salute degli Alimenti, ha sentenziato che i suoi esperti considerano invece molto improbabile che il glifosato sia un cancerogeno. Di qui un dibattito piuttosto vivace al Parlamento Europeo: associazioni di consumatori e gruppi ambientalisti che criticano pesantemente l’EFSA e l’accusano di conflitto di interesse, l’industria che si difende, il mondo scientifico indipendente che sollecita una revisione da parte dell’EFSA. Il Parlamento Europeo dovrà ora decidere quali azioni regolatorie intraprendere sulla base delle diverse prese di posizione.

Nel dibattito è intervenuto l’Istituto Ramazzini che si è reso disponibile a svolgere una ricerca indipendente sull’argomento. Fiorella Belpoggi, direttore dell’Istituto Ramazzini, spiega: “Sicuramente una così grave discrepanza fra OMS e EFSA non aiuta i cittadini a sentirsi garantiti dalle istituzioni pubbliche nominate proprio a garanzia della loro salute. L’Istituto Ramazzini è da tempo impegnato nella ricerca specificamente orientata all’identificazione di potenziali agenti cancerogeni nell’uomo. Conosce bene il problema sanitario del glifosato e da qualche anno sta studiando insieme ad altri partner scientifici statunitensi, russi ed europei il piano sperimentale più adeguato per valutarne gli effetti sulla salute, somministrando dosi simili a quelle ammesse giornalmente (ADI) nella popolazione USA e in Europa”.

Per aiutare la ricerca indipendente, recentemente il Comune di Bologna ha lanciato una campagna di raccolta fondi online, disponibile sul sito www.mediterranea.bio, con la finalità di svolgere una ricerca sul glifosato nei laboratori del Ramazzini.

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Valentina Corvino

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