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Tasi, ultimo appuntamento per la tassa sulla casa

Tutti pronti per il “funeral party” della Tasi? Il conto alla rovescia per il versamento a saldo della Tassa sui servizi indivisibili 2015, in scadenza il prossimo 16 dicembre, è già partito, ma sarà di fatto l’ultimo appuntamento che i possessori delle abitazioni principali – non di lusso – avranno col fisco immobiliare dei Comuni. Ci ha pensato infatti la legge di Stabilità 2016 a depennare la Tasi dall’agenda fiscale di quanti posseggono l’appartamento ove risiedono e nel quale, fisicamente, vivono.

FINO ALL’ULTIMO

Gli annunci della vigilia, in realtà, avevano lasciato a intendere un’abrogazione ben più generosa, con l’esenzione anche delle dimore cosiddette “di lusso”, cioè ville e castelli, gli immobili, insomma, accatastati nelle categorie A1, A8, e A9, purché utilizzati come abitazioni principali. Tale orientamento, per altro, era stato confermato dal Consiglio dei ministri dello scorso 15 ottobre, durante il quale la manovra era stata varata. Palazzo Chigi comunicava infatti che “l’imposta sulla prima casa (facendo riferimento sia all’Imu che alla Tasi, ndr) viene abolita per tutti”. Ne era nata la ben nota polemica del “regalo ai ricchi”, che avrebbero così risparmiato somme astronomiche rispetto a quelle dei normali cittadini. All’indomani dell’approvazione in Cdm, l’esenzione sulle abitazioni di lusso è stata clamorosamente smentita, con la conseguente reintroduzione per queste case dell’Imu destinata a essere pagata anche nei prossimi anni.

Una buona notizia è certamente quella dell’abolizione della Tasi che riguarda i detentori degli immobili adibiti a prima casa, inquilini e comodatari, che nel 2016 non dovranno più pagare la quota minoritaria della Tasi compresa tra il 10 e il 30% dell’importo complessivamente dovuto sul fabbricato. È bene comunque far presente che stiamo parlando di norme “in itinere”, cioè tutt’ora in fase di discussione in Parlamento. La certezza matematica al momento non esiste, visto che la legge di Stabilità verrà ufficialmente approvata, con il sì di Camera e Senato, e con le eventuali modifiche, solo a dicembre. La stessa prudenza va usata per la doppia proroga, fino al 31 dicembre 2016, dei bonus casa al 50 e 65% su ristrutturazioni e risparmio energetico, alla quale si accoda la proroga del bonus mobili sull’acquisto dei nuovi arredi-elettrodomestici.

PROSSIMA SCADENZA

Vediamo allora di concentrarci sulla stretta attualità fiscale. Il 16 dicembre scade, per tutte le tipologie di immobili, il saldo Imu-Tasi con le regole ordinarie, le stesse già applicate nel 2014 e in occasione dell’acconto 2015. Le abitazioni principali (tutte quante) sono soggette alla Tasi, mentre quelle di lusso pagano anche l’Imu. È probabile che le massime aliquote ordinarie applicabili, ovvero il 2,5 per mille (Tasi) e il 10,6 per mille (Imu), abbiano subito un rialzo pari allo 0,8 per mille. I Comuni potrebbero aver deciso di concentrare tutto l’aumento sulle prime o sulle seconde case, o viceversa potrebbero averlo distribuito in parte sulle prime e in parte sulle seconde (ad esempio 0,3 per mille in più sulle prime e 0,5 per mille in più sulle seconde).

Ad ogni modo, l’innalzamento in un modo o nell’altro delle aliquote obbliga i Comuni a introdurre almeno una detrazione sulle abitazioni principali (in che misura e per quali contribuenti sono gli enti locali stessi a deciderlo, senza nessuna indicazione da parte dello Stato). Anche gli inquilini e i comodatari saranno chiamati a raccolta, dovendo versare tra il 10 e il 30% della Tasi complessiva calcolata sull’immobile del possessore, sempre che la Tasi sulle seconde case non sia stata azzerata (il che è probabile). Chi infine ha dato parzialmente in affitto la propria abitazione, quella dove vive e risiede, non dovrà versare nulla, restando a tutti gli effetti l’immobile un’abitazione principale.

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Luca Napolitano

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