News

Olio, falso made in Italy maxi sequestro in Puglia. Indagato Pantaleo

Oltre settemila tonnelate di falso olio made in Italy, proveniente in realtà da paesi extracomunitari come Siria, Marocco, Tunisia e Turchia, sono state sequestate dal Corpo forestale dello Stato stamane in una vasta operazione in Puglia coordinata dalla direzione distrettuale Antimafia di Bari. Sei persone indagate per i reati di frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, in concorso tra loro, tra i quali ci sarebbe anche il titolare dell’azienda Nicola Pantaleo Spa di Fasano che, raggiunta al telefono dal Test Salvagente, non ha voluto rilasciare dichiaraizoni.

Origine geografica contraffatta

I Forestali, coordinati dal Nucleo agroalimentare e forestale (Naf) di Roma, dal comando provinciale di Bari e dalla sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato della Procura della Repubblica di Bari, hanno effettuato controlli su molte aziende che risiedono nei comuni di Fasano, Grumo Appula e Monopoli, come pure su un laboratorio di certificazione con sede a Monopoli.

Gli investigatori del Naf, specializzati nella lotta alle frodi agroalimentari, si sono rivolti all’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (Cnr – Ibbr) di Perugia per stabilire l’origine geografica di molte partite di olio extravergine di oliva etichettato come “100% italiano”. Per l’occasione è stata utilizzata la tecnica innovativa del riconoscimento del Dna delle cultivar di olivo presenti nell’olio (analisi molecolare). La maxifrode ha interessato un quantitativo di circa settemila tonnellate di olio.

Venduto sugli scaffali

I risultati delle analisi incrociati con quelli sulla tracciabilità ricavati dai registri informatici hanno permesso di accertare che migliaia di tonnellate di olio ottenuto mediante la miscelazione di oli presumibilmente extravergini provenienti anche da paesi extra Unione Europea come Siria, Turchia, Marocco e Tunisia venivano venduti sul mercato nazionale e internazionale con la dicitura facoltativa 100% italiano, configurando così una frode in danno al Made in Italy.

L’olio bloccato farebbe riferimento all’orribile campagna olearia passata, 2014-2015, e il prodotto sarebbe stato imbottigliato e venduto nei supermercati italiani e in qulli statunitensi e giapponesi. Oltre alla contraffazione sull’origine geografica gli inquirenti sospettano anche sulla qualità dell’olio imbottigliato, etichettato come extravergine quando invece si tratterebbe anche di un prodotto di minore valore.

Previous post

Recensioni sui ristoranti: quanto sono affidabili?

Next post

Unaprol: il falso olio italiano un attacco a tutta l'economia

The Author

enrico cinotti

enrico cinotti