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A Torino inaugura Fiorfood, il concept store di Coop

Si chiama Fiorfood il primo concept store targato Coop che aprirà giovedì 3 dicembre a Torino: lo store eredita concetto e alcune strutture del “supermercato del futuro” presentato ad Expo. Non si tratta, infatti, di un negozio da frequentare solo per fare la spesa: la struttura si estende su 1300 mq, che comprendono il caffè Fiorfiore, il Bistrot e il Ristorante Fiorshop, il negozio su due piani con più di 2000 prodotti di alta qualità Coop unite a prodotti di valorizzazione del territorio, il reparto enoteca, con i moderni dispenser che permettono di poter spillare il vino direttamente dalla bottiglia al bicchiere insieme al ritorno in centro città delle Librerie.Coop con il Book – Republic direttamente da Expo 2015. Al secondo piano sarà poi possibile organizzare eventi esclusivi nello Spazio Lux, uno spazio luminoso e ampio con un’ampia parete che accoglie un grande videowall, pronto ad ospitarvi in un ambiente unico, nel cuore pulsante della città.

fiorfood - cooming soon

Ernesto Dalle Rive, Presidente di Nova Coop, spiega così l’iniziativa: “Non intendiamo aprire un supermercato come quelli che conosciamo e che abbiamo modo di frequentare tutti i giorni. La nostra idea è quella di inaugurare il primo di una serie di negozi, insediati nei centri delle grandi città della nostra regione, che, nel rapporto fra consumatore e consumo, si propongano come centri di innovazione. Un nuovo modello di negozio inteso come luogo da frequentare, da vivere, nel quale far crescere la socialità, la condivisione di temi, assistere a presentazione di libri e conferenze, fare la spesa a prezzi convenienti e poter anche degustare cibi sapientemente preparati”.

Per quanto riguarda le strutture, il nuovo concept store torinese – che nascerà in Galleria San Federico – ospiterà 12 monitor e 21 tablet interattivi installati che faciliteranno e renderanno trasparente e chiara ai consumatori la scelta dei prodotti fornendo tutte le informazioni su ingredienti, origini, qualità: una sorta di riproposizione “in piccolo” dei 600 monitor dell’Expo.

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Valentina Corvino

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