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Cambio del pannolino, come evitare irritazioni

Al cambio del pannolino, la routine è sempre la stessa: salviettine detergenti usa-e-getta per pulire il sederino, pasta all’ossido di zinco per evitare arrossamenti e nuovo pannolino. Del resto, i claim utilizzati dalle aziende puntano molto sulla necessità di prodotti specifici per assicurare a mamme e bambini la necessaria igiene.

Peccato che, come dimostra il test dello scorso mese del Salvagente-Test, trovare delle salviettine prive di sostanze sospette sia un terno al lotto.

Torniamo a quanto propongono le aziende. Prendiamo, ad esempio, le istruzioni fornite da Chicco per il momento del cambio: “Lavare la pelle ad ogni cambio con specifiche salviettine detergenti, quindi applicare uno strato di pasta lenitiva per attenuare eventuali irritazioni da pannolino ed isolare la pelle dal contatto con sostanze irritanti”. E ancora: “Alla base del nostro prodotto – si legge sul sito della Huggies – c’è la filosofia della praticità e della convenienza unita a quella della sicurezza e della pulizia. Ideali come complemento ai pannolini queste salviette sapranno come prendersi cura della pelle del tuo bambino per lasciarla sempre fresca e pulita”.

PER IL CAMBIO? ACQUA CORRENTE

“In realtà – precisa Elena Dal Prà, autrice del libro Via il pannolino (Il leone verde editore) – la maggior parte dei genitori ignora che per l’igiene quotidiana del sederino di un neonato è sufficiente della semplice acqua e, solo occasionalmente, è possibile utilizzare poco detergente neutro. Altra regola importante, ai fini dell’igiene, è quella di pulire il bambino utilizzando acqua corrente tiepida e procedendo sempre in direzione da davanti a dietro. Infine, per evitare fastidiose irritazioni e di conseguenza l’uso di pomate specifiche, basta lasciare asciugare bene la pelle del bambino prima di rimettere il pannolino pulito”.

TROPPA IGIENE FA MALE

E che fine fa l’igiene? “Se all’inizio del secolo scorso la mortalità era dovuta alle scarse condizioni di igiene oggi si è giunti alla situazione opposta: non che si muoia di troppa igiene, ma la nostra pelle (e quella dei nostri) figli soffre e le allergie sono in aumento. Un esempio su tutti: la pelle profumata dà una piacevole sensazione all’olfatto, ma è bene ricordare che i profumi contenuti nei prodotti per i bambini sono responsabili delle principali allergie cutanee. Del resto è l’assenza di cattivi odori che deve essere considerata come indice di pulizia e igiene, non certo il profumo”. “In ogni caso – conclude Elena Dal Prà – quando si tratta di bambini i detergenti vanno sempre usati con grande parsimonia, prediligendo formulazioni biologiche prive di ingredienti potenzialmente pericolosi per la loro delicata epidermide”.

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Linda Grilli

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