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Efficienza energetica, 1 elettrodomestico su 2 senza etichetta

Il 57% degli elettrodomestici controllati nell’ambito del progetto MarketWatch sono risultati etichettati in maniera scorretta eppure le informazioni sull’efficienza energetica di frigoriferi, tv, forni, condizionatori e aspirapolveri , se rispettate, potrebbero procurarci un discreto risparmio in bolletta. MarketWatch è un progetto pilota co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Intelligent Energy for Europe, e che unisce sedici realtà della società civile che vanno ad affiancare le istituzioni nel settore del controllo di mercato a livello europeo nel campo delle etichette energetiche. L’obiettivo è quello di monitorare la corretta applicazione della direttiva sull’etichetta energetica nei negozi online e fisici, ma anche le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette dei prodotti. Legambiente e Movimento difesa del cittadino – che curano il progetto nel nostro Paese – hanno realizzato 12 visite a punti vendita tradizionali e 12 verifiche a punti vendita online, concentrando la propria attenzione sulle tipologie di punti vendita più critici, quali supermercati e negozi di mobili e complementi di arredamento.

I risultati delle rilevazioni

Su 4637 prodotti controllati tra negozi fisici (2704) e negozi online (1933), il 57% è risultato etichettato correttamente: l’81% nei negozi fisici e solo il 23% nei negozi online (un divario già rilevato in occasione della visita precedente nel 2014). Più di due prodotti su cinque (43%) risultano, quindi, venduti senza etichetta o con l’etichetta scorretta: un dato alto ma migliore rispetto allo scorso anno in cui le etichette scorrette o assenti riguardavano un prodotto su 3.

(continua a leggere dopo l’infografica)

QUANTO COSTA?CORRETTA

Il risparmio perduto: 400 euro all’anno

Se venissero correttamente applicate, il taglio annuale alle emissioni di CO2 sarebbe di circa 500 milioni di tonnellate, cioè l’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Inoltre, la loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia” spiega Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente, sottolineando che “queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico”.

Online le etichette sono vere sconosciute

Il vero problema restano i negozi online che registrano una non conformità del 77%. Si tratta di un valore molto alto se si considera che dal 1 gennaio 2015 è entrata in vigore una specifica normativa che impone la presenza dell’etichetta energetica in evidenza accanto alla foto del prodotto e soprattutto se consideriamo che ben 8 dei 12 negozi fanno riferimento a grandi catene specializzate, che evidentemente trattano i clienti online come clienti di serie B, in relazione alle informazioni fornite. Solo il 23% dei prodotti controllati nei negozi online è da considerarsi correttamente etichettato, e moltissimi siti ancora non si sono adattati alla normativa che prevede l’obbligatorietà delle etichette anche online. Gli organi di vigilanza, primi fra tutti il MISE, l’Autorità Antitrust e la Polizia postale – aggiunge Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento difesa del cittadino – devono vigilare e intervenire tempestivamente. Da parte nostra continueremo a monitorare anche attraverso questo progetto le proposte di commercio elettronico”.

 

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Valentina Corvino

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