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Mafia Capitale, via i cassonetti gialli degli abiti usati

L’azienda municipalizzata capitolina rimuoverà i 1800 cassonetti gialli per la raccolta degli abiti usati. Inoltre, il servizio verrà internalizzato (adesso è affidato ai consorzi aggiudicatari Sol. Co e Bastiani) e nel 2016 sarà bandita una gara ad evidenza pubblica per l’acquisto di cassonetti da utilizzare per il conferimento dei rifiuti tessili e si procederà per dotare l’azienda capitolina di strutture adatte per valorizzare in proprio tali materiali.

Il provvedimento è stato deciso in quanto nell’ambito del processo “Mafia Capitale”, lo scorso 5 novembre è stata resa pubblica la “Relazione sugli esiti dell’accesso presso Roma Capitale” del Prefetto di Roma, che contiene anche un capitolo riguardante questo servizio in cui vengono evidenziate tutte le condotte illecite dei due consorzi: gli abiti venivano venduti nei paesi poveri, tra l’altro, provviste di bolle di accompagnamento false sull’avvenuta igienizzazione e fatturato solo in parte.

A settembre scorso, l’Antitrust aveva multato Ama di 100 mila euro per “pratiche commerciali scorrette” relativamente alle informazioni sui cassonetti e gialli per la raccolta di indumenti: dalle scritte “si poteva ritenere che la raccolta” fosse per “fini umanitari mentre si è accertato l’uso a fini commerciali“. Ed erano stati multati anche i due consorzi aggiudicatari della gara, Sol.co (coinvolto anche nell’inchiesta di mafia capitale) e Bastiani, per 110mila euro.

 

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Valentina Corvino

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