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Sigarette elettroniche: liquidi made in Italy “non conformi”

Un allarme lanciato dal Rapex, il sistema europeo di allerta sulla sicurezza dei prodotti, mette in guardia chi utilizza le sigarette elettroniche: alcuni liquidi prodotti in Italia presenterebbero infatti molte anomalie che potrebbero mettere a rischio la salute degli utilizzatori.

Sotto accusa sono finiti il liquido aroma al tabacco marca SUPREM-E 16mg/ml con scadenza minima dell’11/2015 e quello aroma alla menta marca DEA 9mg/ml prodotto nel novembre 2013.

L’allerta è scaturito da una segnalazione dell’Ente di Controllo Sanitario spagnolo che nel corso di un’indagine ha rilevato la non conformità dei liquidi con le prescrizioni europee quanto alle indicazioni da riportare in etichetta. In pratica, nei liquidi sequestrati mancano le segnalazioni chiare e necessarie per avvertire i consumatori dei rischi del prodotto, nonché le indicazioni per un uso corretto e sicuro, in relazione soprattutto alle conseguenze di un eventuale contatto del liquido con la pelle o con riferimento alla sua ingestione, come le norme Ce richiedono (direttiva 1999/45/CE relativa alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi).

Non è la prima volta che i liquidi per le sigarette elettroniche finiscono al centro di denunce per irregolarità o non conformità sia della loro composizione che dell’etichettatura. Nello scorso settembre avevamo dato notizia dell’indagine francese che segnalava, su 110 campioni analizzati, la non conformità del 90% dei liquidi di ricarica per e-cig, in quanto “l’etichetta non corrisponde alla composizione del prodotto analizzato”, come per esempio la presenza o il tasso di nicotina. Inoltre, il 6% di questi prodotti sono stati ritenuti “pericolosi” perchè privi dell’etichettatura di pericolo o per la mancanza di chiusura di sicurezza per i bambini.

A ciò si aggiunga che nel giugno del 2013 il settimanale Il Salvagente pubblicò i risultati dei test di laboratorio condotti dal dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli su 6 liquidi per e-cig riscontrando la presenza di piombo, cadmio, cromo e arsenico, metalli pesanti, tossici o peggio cancerogeni. Dalla denuncia partì un’inchiesta del procuratore di Torino Raffaele Guariniello che, a seguito di ulteriori analisi affidate al Nas, ordinò il sequestro di alcuni prodotti “risultati” fuori norma. Dall’inchiesta scaturirono poi ulteriori approfondimenti analitici su un campione molto più ampio di liquidi che, in gran parte, confermarono la denuncia iniziale.

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carla tropia

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