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Salute: meno sale e zucchero nella colazione dei bimbi

Favorire la corretta alimentazione dei bambini. E’ questo l’obiettivo di due protocolli siglati tra il Ministero della Salute e le associazioni del settore alimentare, della pubblicità e del commercio. II primo dei due protocolli firmati entrambi nella cornice di Expo, Obiettivi condivisi per il miglioramento delle caratteristiche nutrizionale dei prodotti alimentari con particolare attenzione alla popolazione infantile (3-12anni), definisce precisi impegni del settore produttivo per limitare – entro il 2017 – il contenuto di zuccheri, grassi saturi e sale e un costante sforzo per rimodulare le porzioni e ad offrire informazioni aggiuntive in etichetta in alcuni prodotti alimentari destinati ai giovani consumatori (3-12 anni) tra cui i cereali da colazione, gli snack salati e le bevande zuccherate.

Una conferma al nostro test sui corn flakes

Proprio l’eccessivo contenuto di sale e zucchero ha penalizzato, nel nostro test di copertina del numero di novembre in edicola, diversi corn flakes e barrette di cereali che sono alla base della colazione dei più piccoli. Nel nostro confronto è emerso, ad esempio, che in alcuni prodotti il contenuto di sale per 100 grammi di corn flakes è di 1,3 grammi, ben tre volte superiore al nuovo limite che sarà di 0,4 grammi. Per lo zucchero, invece, il nostro confronto ha rilevato un contenuto fino a 38 grammi (per 100 grammi di prodotto) quando invece la soglia alla quale dovranno attenersi i produttori è di 30 grammi. Per le fibre, invece, il nuovo protocollo prevede un innalzamento a 4,5 grammi (100 grammi) della concentrazione attualmente troppo bassa: basti pensare che nel nostro test ci sono campioni che hanno appena 1 grammo di fibra. Il documento interviene anche sugli acidi grassi trans prevedendo una drastica riduzione del loro contenuto.

Pubblicità meno ingannevole

Il secondo protocollo, invece, ha l’obiettivo di definire, in collaborazione con il settore produttivo, il documento “Linee di indirizzo per la comunicazione commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle bevande, a tutela dei bambini e della loro corretta alimentazione”, in cui è prevista un’attività di monitoraggio per il tramite dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), già operante con un proprio Codice generale. La comunicazione commerciale dei prodotti alimentari rivolta ai bambini, o suscettibile di essere da loro recepita, deve essere onesta, veritiera e corretta. Non deve contenere nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente e non deve inoltre abusare della loro naturale credulità o mancanza di esperienza, o del loro senso di lealtà.

 

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Valentina Corvino

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