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Lo schiaffo dell’Europarlamento alla commissione Ue sugli Ogm

Una bocciatura quasi senza precedenti, tanto da destra che da sinistra e, paradossalmente, condivisa tanto dai fautori del biotech che dagli oppositori degli Ogm.

La plenaria del Parlamento europeo ha respinto a larghissima maggioranza (579 sì, 106 no, 5 astenuti) la proposta della Commissione europea di lasciare ai singoli Stati membri la decisione se autorizzare o meno l’importazione e la vendita di mangimi e cibi Ogm. E cos’ l’esecutivo di Bruxelles dovrà formulare una nuova proposta una “nuova proposta”.

“L’ostilità degli eurodeputati verso il piano è anche il risultato del fatto che la Commissione europea non abbia rivelato le sue reali motivazioni” aveva anticipato Greenpeace. “Abbiamo richiesto una serie di documenti sul piano di ‘opt-out’ di cibi e mangimi Ogm, ma quello che abbiamo ricevuto sono dei fogli che non rivelano nulla di più di un grande entusiasmo della Commissione per un evidenziatore nero” ha spiegato all’Ansa Franziska Achterberg, dell’ufficio europeo di Greenpeace.

“Il fatto che una questione sia controversa non significa che la Commissione possa ignorare le regole europee sulla trasparenza” avverte Achterberg. Greenpeace sostiene che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, “ha conservato il diritto della Commissione di imporre le autorizzazioni delle colture Ogm contro la maggioranza di governi nazionali, eurodeputati e cittadini” e a questo ha aggiunto “un muro di segretezza sul suo piano per consentire divieti nazionali su cibi e mangimi Ogm”.

 

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Roberto Quintavalle

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